02 giu 2011

TRICOLORE (Alessandro Cancian)


Stille di pioggia
Su declivi bruciati
arsi dal fuoco
di cento battaglie
spazzati dal vento
di mille lamenti
scendono
grondano
scivolano
adagio
adagio
a mescolarsi
scambiarsi
e confondersi
con gocce di sangue
ancora stillante
dalle crepe
di martoriati pendici
e straziati altopiani.
Linfa vermiglia
di giovani cuori
nati già eroi
imporpora l’erba
di verde rigoglio
dall’altra parte del prato
oltre la bianca rena di collina
Di lontano, da quassù
quel lembo di terra
appare ai nostri occhi
velati da un pianto
di dolorosa e fiera memoria
quale immacolato tricolore.

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