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1 mar 2012

BERTOLT BRECHT "Non ti ho mai amata tanto"

Non ti ho mai amata tanto,ma soeur,
come quando ti ho lasciata in quel tramonto.
Il bosco m’ inghiottì, il bosco azzurro, ma soeur,
sopra stavano sempre le pallide costellazioni dell’Occidente.
Non risi neppure un poco, per niente, ma soeur,
-io che per gioco andavo incontro ad un oscuro destino-
mentre i volti dietro di me lentamente
sbiadivano nella sera del bosco azzurro.
Tutto era bello in questa sera unica, ma soeur,
-non fu mai più così dopo nè prima-
certo: ora mi restavano solo i grandi uccelli
che a sera, nel cielo oscuro, hanno fame.

1 mag 2011

Il peggior analfabeta "Bertolt Brecht"


Il peggior analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente,non parla,né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli,del pesce,
della farina,dell’affitto,
delle scarpe e delle medicine,
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è talmente somaro
che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel  dire che odia la politica.
Non sa,l’imbecille, che dalla sua ignoranza  politica nasce la prostituta,
il minore abbandonato,
il rapinatore e il  peggiore di tutti i banditi,
che è il politico disonesto,
il mafioso,
il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

19 apr 2011

Lode della dialettica "Bertolt Brecht "

L'ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: Com'è,così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo,non verrà mai.
Chi ancora è vivo non dica: mai!
Quel che è sicuro non è sicuro.
Com'è, così non resterà.
Quando chi comanda avrà parlato,
parleranno i comandati.
Chi osa dire: mai?
A chi si deve,se dura l'oppressione?A noi.
A chi si deve,se sarà spezzata? Sempre a noi.
Chi viene abbattuto,si alzi!
Chi è perduto,combatta!
Chi ha conosciuto la sua condizione,come lo si potrà fermare?
Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani
e il mai diventa: oggi!

28 mar 2011

Bertolt Brecht: Il giudice democratico

Il giudice democratico
A Los Angeles davanti al giudice che esamina coloro
che vogliono diventare cittadini degli Stati Uniti
venne anche un oste italiano. Si era preparato seriamente
ma a disagio per la sua ignoranza della nuova lingua
durante l’esame alla domanda:
che cosa dice l’ottavo emendamento? rispose esitando:
1492.
Poiché la legge prescrive al richiedente la conoscenza della lingua nazionale,
fu respinto. Ritornato
dopo tre mesi trascorsi in ulteriori studi
ma ancora a disagio per l’ignoranza della nuova lingua,
gli posero la domanda: chi fu
il generale che vinse la guerra civile? La sua risposta
fu: 1492 (con voce alta e cordiale). Mandato via
di nuovo e ritornato una terza volta,
alla terza domanda: quanti anni dura in carica il presidente?
rispose di nuovo: 1492. Orbene
il giudice, che aveva simpatia per l’uomo, capì che non poteva
imparare la nuova lingua, si informò sul modo
come viveva e venne a sapere: con un duro lavoro. E allora
alla quarta seduta il giudice gli pose la domanda:
quando
fu scoperta l’America? e in base alla risposta esatta,
1492, l’uomo ottenne la cittadinanza.

27 dic 2010

Aria del Dio della felicità di Bertolt Brecht

 

Mi fai spuntare le lacrime, fratello,
vedo che la vita non è allegra
Ecco una mela: io ne possiedo tre,
perciò una la regalo a te.
Non ci vedo niente di eccezionale:
e l’uno e l’altro possiamo vivere.
Solo i semi, promettimelo,
avido non inghiottirli,
sputali invece a terra
prima che mi allontani.
E se poi cresce un melo
dentro il mio campicello
vieni a prenderti i frutti:
è il tuo albero quello!

6 dic 2010

Bertold Brecht

Voi che alla retta via ci esortate
e ad evitare il fango del peccato
prima di tutto fateci mangiare
e poi parlate pure a perdifiato.
Voi che alla vostra ciccia tenete e al nostro onore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l'uomo può farsi migliore!
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta
anche ai reietti e ai poverelli spetta.
Ahimè, di cosa vive l'uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l'uomo è vivo solo ad un patto:
se può scordar che a guisa d'uomo è fatto.
Signori, fate a meno d'imposture:
l'uomo vive di infamie e di brutture!
Voi che dite alle donne quando possono
alzare le gonne e stralunare gli occhi,
prima di tutto fateci mangiare,
poi se volete, potrete parlare.
Voi che godete a spese del nostro disonore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l'uomo può farsi migliore.
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta
anche ai reietti e ai poverelli spetta.
Ahimè, di cosa vive l'uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l'uomo è vivo solo ad un patto:
se si può scordar che a guisa d'uomo è fatto.
Signori fate a meno d'imposture:
l'uomo vive d'infamie e di brutture!

1 nov 2010

Lode della dimenticanza (Bertolt Brecht)

Buona è la dimenticanza!
Come potrebbe altrimenti il figlio
lasciare la madre che lo ha allattato? che gli infuse
forza nelle membra e lo trattiene dall'esercitarla.
 O come potrebbe l'allievo lasciare il maestro
che gli ha dato il sapere?
Ricevuto il sapere l'allievo
deve cercarsi la sua strada.
Nuovi inquilini occupano
la vecchia casa.
Se ci fosse ancora chi l'ha costruita
la casa sarebbe troppo stretta.
 La stufa scalda, è dimenticato
chi l'ha fatta.
L'aratore non riconosce la pagnotta.
Come si alzerebbe l'uomo di mattina
senza l'oblio della notte che le tracce cancella?
Come potrebbe uno, abbattuto sei volte, alzarsi la settima
e rivoltare la terra sassosa,tentare
i pericoli del cielo?
Una memoria debole
dà forza all'uomo.

18 ott 2010

B.Brecht



La guerra che verrà
non è la prima.
Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.

16 ott 2010

Bertold Brecht

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili

27 set 2010

Bertolt Brecht

Non lasciatevi sedurre!
Non c'è nessun ritorno.
Il giorno sta alle porte;
potete già sentire vento di notte
non verrà più nessun mattino.
Non lasciatevi ingannare!
Che è poca la vita.
Bevetela a rapide sorsate!
Non vi sarà bastata
quando dovrete abbandonarla.
Non lasciatevi consolare!
Non avete molto tempo!
Lasciate il marciume a chi è redento!
La vita è il bene più grande:
dopo, non sarà più vostra.
Non lasciatevi sedurre
da fatica e logoramento.
Che cosa vi può ancora spaventare?
Morite con tutte le bestie
e non viene niente dopo.


6 ago 2010

A quelli nati dopo di noi(Bertolt Brecht)


Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato.
(Quando cessa la mia fortuna sono perso.)
Mi dicono: "Mangia e bevi! Accontentati perché hai!"
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
con indulgenza.

17 giu 2010

(Bertold Brecht)


Ci sono uomini che lottano un giorno
e sono importanti, alcuni lottano un'anno
e sono molto importanti,
altri lottano tutta la vita:
quelli sono indispensabili

2 giu 2010

Lode dell’imparare (Bertolt Brecht)


Impara la cosa più semplice!
Per quelli il cui tempo è venuto
non è mai troppo tardi!
impara l'abc: non basta è vero,
ma imparalo! Non avvilirti!
Comincia! Devi sapere tutto!
Tocca a te prendere il potere.
Impara, uomo all'ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara sessantenne!
Tocca a te prendere il potere!
Frequenta la scuola senzatetto!
Procurati sapere tu che hai freddo!
Affamato impugna il libro: è un arma.
Tocca a te prendere il potere.
 Compagno, non temere di chiedere!
Non dar credito a nulla,
Controlla tu stesso!
Quello che non sai di tua scienza
in realtà non lo sai.
Verifica il conto:
tocca a te pagarlo.
Poni il dito su ogni voce,
chiedi cosa significa
Tocca a te prendere il potere.

23 mag 2010

BAMBINI GIOCANO – Bertold Brecht


bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire che non a tutti piace lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli piacciono anche agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;che
a tua mamma non è solo tutta tua;
che tutti i bambini sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

22 mag 2010

Bertold Brecht:


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare