23 giu 2011

Jose' Saramago "L'ultimo quaderno, AFRICA

AGOSTO 2009 GIORNO 11
In Africa,si dice,i morti sono neri e le armi sono bianche.Sarebbe difficile trovare una sintesi più perfetta della sequela di sciagure che è stata e continua a essere,da secoli,l'esistenza nel continente africano.Il luogo del mondo in cui si crede sia nata l'umanità non era certamente il paradiso terrestre quando i primi "scopritori"europei vi sbarcarono(contrariarmente a quanto afferma il mito biblico,Adamo non fu scacciato dall'eden,semplicemente non vi entrò mai)ma con l'arrivo dell'uomo bianco si sono spalancate,per i neri,le porte dell'inferno.Porte che sono ancora inesorabilmente aperte,e generazioni su generazioni di africani sono state gettate nel fuoco davanti alla mal dissimulata indifferenza o l'impudente complicità dell'opinione pubblica mondiale.Un milione di neri uccisi dalla guerra,dalla fame o dalle malattie che si sarebbero potute curare peserà sempre sulla bilancia di qualsiasi paese dominatore e occuperà meno spazio nei notiziari delle quindici vittime di un serial killer.Sappiamo che l'orrore,in tutte le sue manifestazioni,le più crudeli,le più atroci e infami,devasta e incombe,tutti i giorni,come una maledizione,sul nostro sventurato pianeta,ma l'Africa sembra ormai divenuta il suo spazio preferito,il suo laboratorio sperimentale,il luogo in cui l'orrore si sente maggiormente a proprio agio per perpretare quelle offese che riterremmo inconcepibili,come se le popolazioni africane fossero state contrassegnate alla nascita da un destino di cavie,sulle quali,per definizione,tutte le violenze sarebbero permesse,tutte le torture giustificatetutti i crimini assolti.
Al contrario di quel che ingenuamente molti si ostinano a credere,non ci sarà un tribunale di Dio o della storia per giudicare atrocità commesse da uomini su altri uomini.Il futuro,sempre così disponibile a decretare questa modalità di amnistia generale che è l'oblio dissimulato da perdono,è altrettanto abile nell'omologare,tacitamente o esplicitamente,quanto ciò convenga ai nuovi assetti economici,militari o politici,l'impunità per tutta la vita agli autori diretti e indiretti delle più mostruose azioni contro la carne e lo spirito.E' un errore affidare al futuro l'incarico di giudicare i responsabili della sofferenza delle vittime di oggi,perchè anche quel futuro non mancherà di fare le proprie vittime,come altresì non resisterà alla tentazione di rinviare un futuro ancora più lontano il meraviglioso momento della giustizia universale a cui siamo in tati a fingere di credere come il modo più facile,e anche più ipocrita,di eludere quelle responsabilità che spettano soltanto a noi,a questo presente che simo.E' comprensibile che qualcuno si scusi affermando:"non sapevo",ma inaccettabile che noi si dica:"Preferisco non sapere".Il funzionamento del mondo non è più quel mistero totale che era,le leve del male sono chiare a tutti,per le mani che manovrano non ci sono guanti sufficienti a nascondere le macchie di sangue.Dovrebbe quindi essere facile per chiunque scegliere tra il lato della verità e il lato della menzogna,tra il rispetto umano e il disprezzo perml'altro,tra coloro che sono per la vita e coloro che sono contro.Purtroppo le cose non vanno sempre così,l'indivudualismo,le mancanza di generosità,le piccole vigliaccherie del quotidiano,tutto questo contribuisce a quella perniciosa forma di cecità mentale che consiste nello stare al  mondo e non vedere il mondo,o di vedere solo ciò che,in ogni momento,sia suscettibile di vedere i nostri interessi.In casi del genere non possiamo augurarci se non che la coscienza venga urgentemente a scuoterci per il braccio e ci domandi a bruciapelo:Dove vai?Che fai?Chi credi di essere?Un'insurrezionedelle coscienze libere,ecco di cosa avremmo bisogno.Sarà ancora possibile?
CONSIGLIO DUE PEZZI DA QUESTO BLOG: "OMBRE AFRICANE" E "GLI INTERESSI DELLA GUERRA"

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