07 nov 2011

La cadura di Silvio e le ultime scialuppe di salvataggio.....

Il “nostro” caro presidente del consiglio autonominatosi nel tempo un grande statista,padre nobile, uomo della provvidenza,nonché unico a poter salvare la patria oppressa dai giudici comunisti,dai disfattisti di sinistra,(oh, l’ha ripetuto ancora ieri) e da una crisi che non c’è,andrà incontro ad una fine ingloriosa come se nulla fosse, ce lo assicurano la sua innata vigliaccheria e la sua famosa faccia di bronzo,ben solida sotto gli strati di cerone.Del resto, che gli è mai fregato dell’Italia? E’ entrato in politica per risolvere i suoi affari ed è l’unica cosa che ha fatto e che gli preme,non a caso, oggi si è riunito non con i colleghi di governo per via della crisi,ma con i figli e Confalonieri ad Arcore per discutere sulle conseguenze della caduta del governo sugli affari di famiglia.Quanto ai suoi, sono troppo occupati a contendersi le ultime scialuppe di salvataggio verso l’accogliente lido di Casini...
Certo prima di tutto aspettiamo a gioire voglio vedere i fatti.Troppe volte la bestia è stata data per morta e sempre ha rialzato la testa,per il sostegno di altre bestie simili (mi scuso con le bestie vere ma è solo una similitudine in negativo).Dopodiché voglio finalmente vedere un paese che abbia il coraggio,attraverso la sua nuova classe politica sostenuta dai cittadini ormai stanchi di questa pagliacciata,di rinascere,di recuperare la sua dignità nel mondo,di uscire dal circo pagliaccesco nel quale ci ha precipitati questo Degenerato Malato e Senile.Voglio vederlo andare ai processi,tutti,e venir giudicato senza se e senza ma.Voglio vedere i suoi lacché fare la fine che si meritano,cioè tornare alla loro squallida vita precedente,al loro letamaio,senza avere più possibilità di nuocere alla società, come meritano.Anche coloro che oggi cercano come dicevo la scialuppa di salvataggio ..è no!! Non ci stò!!! Voglio vedere una legge sul Conflitto di Interessi approvata presto (Quella che il signor Prodi, non lo dimentico,non fece e qui ha una colpa enorme nell’aver consentito la salita al potere di questo scarafaggio umano).Voglio vedere delle serie riforme, prima di tutto sulla legge elettorale,voglio vedere un cambiamento di rotta di questa politica cialtrona e menzognera,voglio vedere un parlamento ripulito da tanti eccessi, anche in senso numerico ed economico,voglio vedere un paese finalmente normale sotto tutti gli aspetti,perchè non è più accettabile che chi lavora muore di fame e chi non fa niente si arricchisce e proprio dal lavoro dei più poveri.Il lavoro deve servire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e non a foraggiare pochi luridi individui.Se si continua ad elargire ai politici  tra l'altro incompetenti e alla classe dirigente,stipendi immorali e privilegi osceni,che favoriscono la feccia del Paese a fare in modo di occupare quei posti e rimanervi fino alla morte,la civiltà non solo non sarà mai raggiunta davvero, ma anche quella che conosciamo,diventerà un ricordo

E siccome è proprio il popolo, datore di lavoro di questa gente, è più che giusto o che sia il popolo a stabilire chi possiede i requisiti per accedervi, a stabilire i tempi e la busta paga,che non deve superare di molto quella di un qualsiasi altro lavoratore. Basterebbe una rivoluzione in tal senso a cambiare il percorso della storia:non essendoci più l'arricchimento e il "potere" che resterebbe in mano al popolo,ci sarebbe una vera e propria cernita su chi metteremmo alla guida del nostro Paese.Di conseguenza,se la politica ha le mani pulite sarà costretta a farle lavare a tutti coloro che fanno parte delle istituzioni,comprese le imprese pubbliche e private,affidando gli appalti a chi veramente li merita.I datori di lavoro costretti a reinvestire il profitto e non più nascosto nei paradisi fiscali (pena il carcere e il sequestro dei beni) non si accanirebbero più contro i lavoratori, ora alla stregua di schiavi, ma a condividere insieme i benefici.Sarà dura, sarà molto difficile, sarà una mezza rivoluzione di “sangue e lacrime” ma ci vuole.Per concludere vorrei tante altre cose da questo mio amato paese,mi auguro solo che il “Re” sia finalmente Nudo e finalmente tutti lo vedano com’è e gli sputino in faccia il loro disprezzo.Ma forse questo “Re” ha anche bisogno di urgente ricovero in un istituto di igiene mentale.Noi, invece, abbiamo urgentissimo bisogno di disintossicarci e respirare meglio. Abbiamo bisogno di sentirci ancora una nazione di persone con la loro dignità e la loro vita non più falsata da una politica sconcia e cafona.Sarà la volta buona o è ancora un falsa speranza?
Mollato dalle donne di Concetto Vecchio
Non sembrano esserci più speranze per lui: questione di ore, e se ne andrà. Lo ha annunciato Giuliano Ferrara poco fa. Alla fine lo hanno mollato anche le pasionarie della prima ora, quelle che lo veneravano, come Giustina Destro, ora leader dei ribelli, che raccontò a Monica Setta di Amica: “Pensi, una volta, saputo che ero a Roma per una riunione l’ho visto piombare all’improvviso “solo per un saluto”. Dite voi: cosa si può avere di più? Un grande leader, pieno di charme”. La modenese Isabella Bertolini, che gli ha voltato le spalle via lettera,
per anni e anni, ogni giorno che Dio mandava in terra, inondava le redazioni di comunicati fanaticamente pro-Silvio e fanaticamente anti-sinistra, al punto che se saltava un turno i cronisti se ne preoccupavano; poi improvvisamente si fece silenziosa, fino a scomparire. Era successo questo: a lei, capace di scrivere una legge anche complessa, il premier aveva preferito le nuove amazzoni con il tacco 12. E poi Gabriella Carlucci, a cui dedicammo il Ritagli del 19 aprile, perché aveva detto che il Silvio del bunga bunga era un mito per i suoi figli adolescenti? Il suo addio fa più rumore di tutti. Una bomba! Una mossa alla quale non potrebbe essere stato estraneo Cirino Pomicino – la cui ombra si staglia dietro l’attuale migrazione dal Pdl all’Udc – perché quando le sorelle Carlucci lavoravano in Rai “qualche telefonata l’avrà pur fatta”, come raccontò Gabriella a Claudio Sabelli Fioretti. L’episodio è narrato in Tribù di Gian Antonio Stella, Mondadori 2001.
Scorrono i titoli di coda di un brutto film durato 17 anni: perfino Alfano, Letta e Verdini hanno alzato bandiera bianca. Fino all’ultimo Berlusconi ha parlato delle riforme che intende approvare da qui al 2013 o giurato – suprema vergogna – che la crisi da noi non c’è, “perché i ristoranti son pieni”. Frasi analoghe, guarda caso, le aveva pronunciate l’attore Massimo Boldi il 4 settembre scorso: “Ma se davanti ai locali il sabato sera trovi la fila dei macchinoni: sono sessant’anni che sento ripetere le stesse cose”. Questa consonanza di analisi tra il Cavaliere e Cipollino in fondo ci dice che alla fine tutto torna laddove tutto era cominciato: a Drive In.

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