05 ott 2011

Sono un bravo ragazzo(Francesco Nuti)

E' passato quasi un anno quando in un mio post omaggiavo un attore/regista che ho sempre artisticamente apprezzato,lui è  Francesco Nuti(post anam:17/10 2010) .Certo sono consapevole che per i giovani di oggi possa dire poco,ma a chi ha più di 30 anni come me Francesco Nuti evoca belle emozioni..E sì tutti abbiamo riso con Caruso Pascoski e Willy Signori, tutti rimpiangiamo l’oscurità delle sue sale da biliardo.La rimpiangiamo anche perché,qualche anno fa, Nuti, in seguito a una crisi personale e professionale,è stato inghiottito dal male oscuro e poi sfortunatamente anche con un grave incidente domestico.Era il 2 settembre 2006 proprio alla vigilia del suo ritorno sul set per girare il film da tempo annunciato,“Olga e i fratellastri Billi”, con Sabrina Ferilli e Isabella Ferrari...Quel giorno cadde in casa battendo la testa al pavimento,Nuti entra in coma a causa di un ematoma cranico e viene ricoverato e operato d'urgenza alla testa presso il Policlinico Umberto I di Roma.Il 24 novembre dello stesso anno esce dal coma e viene trasferito nell'ospedale Versilia di Lido di Camaiore, centro specializzato nella riabilitazione neuromotoria. Nel maggio 2007, alcune notizie di stampa, affermano un miglioramento di Nuti e la possibilità che torni a camminare. Ai primi di giugno del 2008, l'ex moglie Annamaria Malipiero da cui ha avuto la figlia Ginevra nel 1999, comunica che l'attore è uscito dall'ospedale e continua la riabilitazione.

Oggi, però,tutto questo è alle spalle Francesco sta risalendo la china e, con mente lucidissima e acuta, ha sentito l’esigenza di ricostruire la propria vita,dalla sua Prato ovvero Narnali e da qui ha dato vita ad alcune iniziative una la mostra di pittura (vedi foto) che ancora non ho visto ma che non mi voglio perdere e l'altra è l'uscita di questo libro che avevo preannunciato nel post di un anno fa..E' praticamente la sua biografia raccontata con l'aiuto del fratello Giovanni dove con momenti commoventi, esilaranti e momenti anche bui della propria esistenza,spiega come la discesa negli inferi,dopo il paradiso del successo, e come lo abbia trasformato....E gli abbia ridato la voglia di scrivere questo libro e tanti nuovi film ..lo spero!!! 
Bentornato Cecco!!!!
“Prima ero una fava che si finiva dalle seghe, poi il successo e fica a palate, poi dopo merda a palate.
Ma ora non mi lamento.Sto pagando il mio conto con il destino. Se la vita sarà lunga, sarà lunga anche la mia storia.”I miei quaderni. Trentasette. Colorati come il vestito di Arlecchino. In questi quadernucci conservo le mie novelle. Sono storie fra terra e luna. Sì, stralunate come me. Solo alcuni sono veri diari, ma in tutte queste piccole pagine vedo la mia vita, come se attraverso le immagini, le fantasie dell’arte, potessi fermare il tempo… i momenti del tempo vissuto.(F.Nuti)
(Trama dal libro)
Sono passioni dirompenti, quelle che animano gli anni d’oro, fervidi e creativi, di Francesco Nuti, regista e attore che ci ha incantato per oltre due decenni con i suoi film. Donne bellissime, ma anche calcio (che lo ha portato persino nella Nazionale Under 14), naturalmente biliardo, e soprattutto cinema, voglia di inventarsi storie per far ridere, immalinconire, commuovere, e di nuovo ridere.
Dopo un periodo di malattia, oggi Nuti desidera finalmente ritornare a parlare al suo pubblico e lo fa con questa autobiografia scritta in lingua fiorentina d.o.p., dove si racconta “a braccio, anzi a bracciate, improvvisando con la memoria, ché a me piace così”. È un libro a lungo meditato, che nasce da appunti buttati giù nel tempo e di recente integrati da Francesco, con l’aiuto del fratello Giovanni, per restituire ai lettori le emozioni più importanti della propria vita. Si parte dal cuore della Toscana, Firenze e Narnali, contrada allegra e burlona che abbiamo conosciuto in diversi film; si passa per le esperienze di teatro con i Giancattivi e di tv con Non Stop, per approdare agli anni rutilanti del successo, quando Nuti era osannato dal pubblico e in diretta concorrenza con l’altra star dell’epoca, Massimo Troisi. Anni scroscianti di applausi, baciati da amori e amorazzi, benedetti dai record di incasso, ma anche venati dall’insinuarsi di sentimenti oscuri, come dal presagio di un declino.Arricchito da un inserto fotografico con immagini rare uscite da casa Nuti e da una sceneggiatura inedita che Francesco serba in un cassetto per farne, chissà, in futuro un film, Sono un bravo ragazzo è un racconto sorprendentemente schietto, freschissimo, toccante che scandaglia l’animo di un grande artista in ogni piega, risalendo alle origini del suo talento e all’ispirazione del suo cinema.

Nessun commento: