05 ott 2011

Non ci faremo mettere il bavaglio!!!!!!!

Ci sono giorni in cui più di altri appare lampante,sotto gli occhi di tutti, il degrado culturale e morale del nostro paese.Ieri è stato uno di quei giorni, come ce ne sono stati in passato e come, ahimè, altri ce ne saranno.Come sapete a Barletta sono morte 4 donne operaie tessili dopo il crollo dello stabile dove c'era il loro laboratorio,e in questo caso la vergogna è doppia, perché lo stabile fatiscente non doveva esser abitato e perché le operaie erano in nero, povere “anime morte”; sfruttate, umiliate, offese; fantasmi, per la legge e per la varia umanità che stava loro intorno e che le ha colpevolmente ignorate. Più che le agenzie di rating,che certificano il nostro declassamento economico e politico,sono episodi come questo che ci squalificano e ci obbligano a porci la domanda: siamo davvero un paese civile?
E’ civile un paese in cui non solo non si cerca di porre rimedio al degrado ambientale ed archittettonico, ma lo si incentiva con condoni edilizi sempre più vergognosi? E’ civile un paese in cui il ministro delle finanze Tremonti dice, testualmente: “La legge 626 è un lusso che non possiamo permetterci?”E’ civile un paese in cui invece di inasprire le leggi contro il lavoro nero ed incentivare i controlli, se ne fa una all’opposto per alleggerirli, per non “recare fastidio agli imprenditori” (parole di Sacconi, quando presentò la legge di variazione alla 626, vale a dire la famigerata 81/2008 che ha ridotto del 17% le ispezioni nei posti di lavoro e ha alleggerito le sanzioni per chi contravveniva). La mia risposta è che, NO, un paese così non è civile, se la parola civile ha ancora il suo originario significato di “partecipe ai bisogni, ai diritti, al bene della collettività”.. E’ tollerabile che il costo del lavoro di un individuo sia la sua vita?
Intanto oggi è passato il DDL sulle intercettazioni quello che vuole cancellare i guai di Berlusconi,ennesima legge ad personam con cui cerca di arginare l'immensa mole di merda che sta precipitando su di lui:divieto di intercettazioni, divieto di pubblicare gli atti di indagine anche se non sono più coperti dal segreto istruttorio, e intimidazione ai blog con la famigerata norma “ammazza blog”,che obbliga alla rettifica tutti i siti informatici a 48 ore dalla segnalazione, pena una multa di 12.500 euro.Se questa non è una vergogna !!!Anche Wikipedia oggi ha fatto sentire la sua voce(leggi sotto)...Non ci rendiamo conto della gravità di questo DDL,lo sapete quanti criminali sono stati arrestati,quanti omicidi,stragi,sequestri di persona,e delitti di tutti i tipi sono stati evitati grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine in virtù del buon esito di intercettazioni?Quante armi recuperate,partite di droga sequestrate,corruzioni scoperte!Quanti reati sarebbero rimasti altrimenti impuniti, tanto da poter affermare che l’Italia sarebbe oggi un Paese ben peggiore se non avessimo avuto a disposizione uno strumento investigativo così prezioso!Tutto ciò dimostra che chi vuole eliminare le intercettazioni non lo fa per la privacy di tutti ma per la propria,per delinquere e continuare ad agire nell'illegabilità... Infondato,quindi il luogo comune che tende a diffondere la paura sociale dell’intercettazione,come se tutti gli italiani fossero controllati..Inoltre per chi punta il dito sul costo di queste,nessuno dice che grazie a questo lo stato può recuperare grandi somme di denaro,non ho i dati ma sono sicuro che rappresentano molto di più del costo delle intercettazioni...
Magari qualcuno punta anche il dito nel fatto che spesso nelle intercettazioni entrano persone oneste che non hanno niente a che fare con l'illegabilità...certo,ma in che modo si può contrastare un anti-Stato, ovvero la criminalità,sempre più forte e specializzata?e bene sì,è necessario rinunciare ad un pezzetto della nostra libertà per combattere i soprusi e la criminalità di chi vive nell’antistato,ovvero per combattere ciò che è al di fuori della legge.Quindi nemmeno le ragioni della privacy dell’amico o del conoscente dell’intercettato, le cui conversazioni vengano involontariamente ascoltate dagli inquirenti, possono ritenersi prevalenti sull’esigenza di accertamento dei reati.
Non si può menomare l’azione penale per tutelare la privacy di coloro che, loro malgrado, finiscono per essere ascoltati a causa del loro rapporto personale con l’intercettato. Sarebbe come bloccare la vendita di medicinali nella logica di evitare che possano essere assunti dai bambini che convivono con chi ne fa uso.Per quanto riguarda la censura dell'informazione Berlusconi intende far scendere l’Italia al livello di censura della Cina o della Birmania. Nessuno deve sapere nulla.L’informazione deve essere totalmente gestita da uno solo che comanda.Dobbiamo sapere solo ciò che B vuole che si sappia.Il resto è proibito.Non so se sia chiaro a tutti la portata di questo applicheranno la censura a TUTTI i siti, ai blog, e pure ai commenti, una censura che nemmeno in nord-corea viene applicata.L'unico caso conosciuto è stato applicato da gheddafi mentre era in atto la guerra, oscurando totalmente internet, cosa assai semplice considerato che controllava completamente la rete telefonica.Certo,sappiamo anche che questi sono gli ultimi rantoli di un governo oramai cadavere,ma sono proprio gli ultimi tentativi che sono i più pericolosi,non hanno più nulla da perdere, possiamo aspettarci questo ed altro nei prossimi mesi.
Wikipedia si “autosospende” … ringraziamo il partito della LIBERTA’!
Ecco il comunicato che si può leggere su (tutte) le pagine di Wikipedia (Italia) in protesta contro l’ ammazza blog
Cara lettrice, caro lettore,in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto —indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia

Nessun commento: