26 apr 2011

Chernoyl 26 Aprile 1986...

In questi mesi il tema nucleare è tornato a far discutere dopo la catastrofe di Fukushima e sopratutto per la proposta del nostro governo che vuole tornare a questa fonte di energia...Come sapete in questo spazio ne ho parlato spesso basta leggere i vari link del 11 marzo- 16 marzo - 12 aprile e non mi meraviglio neppure delle dichiarazioni di Berlusconi  di oggi,visto che il suo giochetto la moratoria sul nucleare l'avevo capito fin dal primo istante...Però di solito il cavaliere non svela mai i suoi barbatrucchi del gioco "delle tre carte" non l'ha mai fatto finora e nemmeno sotto tortura sono sicuro che lo farebbe mai.Perciò mi sa che l'aver svelato o meglio confessato spudoratamente le sue vere intenzioni sul nucleare e senza alcuna costrizione,non può che preludere a un altro inganno e così come nelle scatole cinesi,un inganno nasconde un secondo inganno e poi un terzo,un quarto, un quinto... e così via, è una tecnica che adotta per confondere agli altri le idee, proprio come farebbe uno scorretto venditore porta a porta di tappeti persiani "autentici".Ora, però, dopo 17 anni, anche i più ingenui dovrebbero aver capito finalmente chi è davvero quest'uomo e quale pericolo correremmo se questo continuerà a decidere le sorti del nostra paese...Gli effetti del nucleare son davanti agli occhi di tutti, dalle mutazioni genetiche,le leucemie ed i tumori  tutto a discapito di interessi personali come sono sempre quelli del nostro presidente del consiglio...

Guarda caso oggi ricorre proprio venticinque anni  del disastro di Chernobyl e di questo voglio parlare,io quel 26 aprile 1986 ero un bambino avevo 10 anni...Ricordo che non si poteva bere il latte,e non si poteva uscire a giocare..queste sono le sole cose che mi resta di quei giorni!!!Quindi sono passati esattamente 25 anni dal terribile disastro nucleare di Cernobyl,ma è impossibile dimenticare le conseguenze e i gravi danni provocati dall'esplosione di quel reattore numero 4 della centrale in Ucraina. Danni immediati,tangibili che allora fecero il giro del mondo e contaminarono mezza europa,ma in particolar modo,danni alla salute delle persone che si sono manifestati e continuano a manifestarsi con il passare del tempo...Purtroppo ho il brutto presentimento che lo stesso succederà con quello che è successo in questi mesi in Giappone!!!
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Il rapporto ufficiale di Chernobyl delle agenzie dell'ONU parla di 65mila(ma sono molti di più)morti accertati con sicurezza a cui si affiancano altri migliaia di decessi stimati nell'arco di 80 anni per tumori e leucemie anche se in questo caso non è possibile associare direttamente al disastro,ma che in pratica sono evidente frutto di quella nube tossica di materiali radioattivi che fuoriuscì e ricadde su vaste aree intorno alla centrale arrivando anche in Europa e in Italia stessa.Decessi “presunti” sulla quale da sempre le diverse cifre e interpretazioni si riconcorrono.Così, se nei calcoli realizzati in diversi dossier presentati dalle associazioni antinucleariste capitanate da Greenpeace salgono addirittura a 6 milioni le morti su scala mondiale imputabili al disastro.A prescindere dalla “guerra delle cifre”,fu con quell'episodio ancora vivido nella memoria che gli italiani nel novembre del 1987, ad un anno e mezzo dall'esplosione, andarono al voto e scelsero di bandire il nucleare dal nostro Paese.
LA CRONACA DI QUEI GIORNI
Chernobyl è il nome di una città dell'Ucraina settentrionale, situata circa 100 km a Nord di Kiev , con una popolazione di circa 44000 abitanti. Il suo nome in ucraino significa Artemisia. Importante centro industriale e commerciale in particolare nel XIX secolo, è ormai tristemente famosa per il disastro avvenuto nella sua centrale nucleare, che ha coinvolto tutta l'Europa.La centrale di Chernobyl consisteva di quattro reattori nucleari realizzati fra il 1970 e il 1983 e in funzione dal 1977 (il primo) e dal 1984 (il quarto e ultimo). Nel 1986 erano in costruzione altri due reattori dello stesso tipo, che avrebbero dovuto incrementare l'attività della centrale.

Il 25 aprile 1986 - era un venerdì - il reattore dell'unità quattro doveva essere fermato per un intervento di manutenzione programmata. Si decise allora di approfittare di questa circostanza per eseguire un esperimento sulle parti non nucleari del reattore: si voleva verificare se, in caso di perdita di potenza, una delle due turbine poteva fornire sufficiente energia elettrica per far funzionare il circuito di emergenza e le pompe di circolazione dell'acqua di raffreddamento.L'esperimento non era nuovo, anche se fino ad allora non aveva prodotto esiti significativi e, anzi, proprio per questo motivo veniva ripetuto. In quella circostanza, si verificò però una pericolosa carenza di informazioni nel personale incaricato dell'esperimento , inconsapevole delle ricadute nucleari del proprio operato in ambito elettrico, e una tragica sottovalutazione delle procedure di sicurezza.

Per quel tipo di prova, il reattore - essendo stato disattivato il sistema di raffreddamento di emergenza del nucleo del reattore - doveva essere stabilizzato a una potenza di 1000 MW ma, alle 23.00 circa del 25 aprile, la potenza era caduta a 30 MW e solo due ore dopo, intorno all' 01.00 del 26 aprile (grazie a un complicato intervento manuale degli operatori che di fatto cancellò i sistemi automatici in grado di bloccare il reattore) la potenza era stabilizzata a circa 200 MW.La drastica diminuzione di acqua di raffreddamento accentuò l'effetto di "coefficiente positivo vuoto" che rese gravemente instabile il reattore, determinando un aumento repentino di potenza, fino a 100 volte la potenza teorica del reattore.

Così, alle ore 01.23 del 26 aprile 1986, nel reattore n° 4 di Chernobyl si verificarono due tremende esplosioni , che distrussero il nucleo e il tetto protettivo del reattore stesso, provocando la fuoriuscita di detriti della grafite caldi, altamente radioattivi, e di una nube di fumo causata dai prodotti radioattivi della fissione. I componenti piu' pesanti della nube - innalzatasi per circa 1 km nell'aria - si sono depositati a terra nei dintorni della centrale, ma quelli piu' leggeri sono stati trasportati dal vento in direzione nord-ovest. Intanto gli incendi provocati dalle esplosioni avevano completamente distrutto il reattore.
Complessivamente si calcola che furono immessi nell'atmosfera 100 milioni di radionuclidi (xeno, iodio, cesio 134 e 137 ecc.). Subito, intervennero oltre 100 vigili del fuoco dalla vicina (3 km) città di Pripyat e alle 05.00 del mattino del 26 aprile gli incendi erano pressochè domati, ma cresceva il rogo della grafite (causa della dispersione di radionuclidi nell'aria) tanto piu' pericoloso e grave in quanto non si conoscevano esattamente i sistemi di intervento contro questo rischio.Solo il 9 maggio, il rogo si spense e si potè iniziare la costruzione di una struttura protettiva intorno alle rovine del reattore n°4, il cosiddetto "sarcofago" che doveva proteggere, temporaneamente, dalla possibilità di emissione di radionuclidi. Di fatto, è rimasta l'unica protezione per più di dieci anni.Tre persone morirono immediatamente; altre 28 nei giorni successivi, a causa dell'incidente; 237 persone furono colpite da sindrome acuta di radiazione. Ma ben più gravi sono state le conseguenze a lungo termine: il 23 per cento del territorio della Bielorussia è stato contaminato (come pure il 4,8 per cento dell'Ucraina e lo 0,5 per cento della Russia) e, a livello socio-sanitario, si è registrato un sensibile incremento di forme tumorali , specialmente nei bambini, e una rilevante diffusione di problemi psicologici.

Le autorità russe decisero, seppur con ritardo - nella mattinata del 27 aprile - di far evacuare la città di Pripyat che contava 49.000 abitanti, e in seguito tutti coloro che abitavano nella cosiddetta zona "30 chilometri", vale a dire le oltre 130.000 persone che vivevano nel raggio di 30 km attorno a Chernobyl.
Intanto, nessuna notizia era stata data ufficialmente dal governo russo in merito a quanto accaduto: l'allarme internazionale scattò soltanto il 28 aprile quando i sistemi di rilevazione di radiazioni della centrale di Formarsk in Svezia registrarono un improvviso aumento di radioattività proveniente dall'URSS.

Solo a questo punto, alle 19.30 di lunedì 28 aprile 1986, l'agenzia di stampa sovietica Tass annunciò pubblicamente che si era verificata una "avaria" alla centrale nucleare di Cernobyl, precisando che non c'erano vittime e che tutto era sotto controllo. In realtà non era così: il fall-out (cioè la dispersione di particelle radioattive nell'atmosfera) proseguì fino al 10 maggio e l'azione dei venti favorì la diffusione della nube radioattiva al di fuori del territorio sovietico nei giorni successivi al 26 aprile: il 27 e il 28 aprile furono colpite la Germania, la Polonia e i Paesi Scandinavi, il 30 aprile fu raggiunta l'Italia, poi la nube si spostò verso nord-ovest .


Il cenciaiolo di Chernobyl(DA DIETRO LE QUINTE)
Lunedì 6 Giugno 2011 a Officina Giovani di Prato in occasione del 25° anniversario dell'esplosione del reattore di Chernobyl andrà in scena "il cenciaiolo di Chernobyl" uno spettacolo teatrale per ricordare un evento che ha sconvolto il mondo intero e che è ancora tristemente attuale per le sue tematiche e per i recenti fatti accaduti in Giappone. L'evento è organizzato dal circolo Legambiente di Prato in collaborazione con la compagnia teatrale Dietro le Quinte e con il patrocinio del Comune di Prato. INGRESSO LIBERO

 

4 commenti:

Velia Rizzoli Benfenati ha detto...

Grazie del tuo racconto, mi ha colpito vedere che tra coetanei abbiamo ricordi così simili.

ANAM ha detto...

Ciao Velia,grazie di cosa?? Anzi lo dovrei dire io,ho letto il tuo racconto nel blog...complimenti!!!!

Velia Rizzoli Benfenati ha detto...

Adesso anch'io sono una tua follower :-) !!
Complimenti: fai un lavoro veramente bello, spero di imparare da te!

ANAM ha detto...

Grazie mille e benvenuta tra i miei amci!!!!