06 mar 2011

Charles Baudelaire Inno alla bellezza

Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall'abisso,
Beltà? Il tuo sguardo, infernale e divino,
versa,mischiandoli, beneficio e delitto:
per questo ti si può comparare al vino.
Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l'aurora,
diffondi profumi come una sera di tempesta;
i tuoi baci sono un filtro, la tua
bocca un'anfora, che rendono audace il
fanciullo, l'eroe vile.
Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?
Il Destino incantato segue le tue gonne come un cane:
tu semini a casaccio la gioia e i disastri,
hai imperio su tutto, non rispondi di nulla.
Cammini sopra i morti,Beltà,
e ti ridi di essi,
tra i tuoi gioielli l'Orrore non è il meno affascinante e il Delitto,
che sta fra i tuoi gingilli più cari,
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.
La farfalla abbagliata vola verso di te,
o candela, e crepita,fiammeggia e dice:
"Benediciamo questa fiaccola!"
L'innamorato palpitante chinato sulla bella
sembra un morente che accarezzi la propria tomba.
Venga tu dal cielo o dall'inferno,
che importa, o Beltà,mostro enorme,pauroso,ingenuo;
se il tuo occhio, e sorriso,se il tuo piede,
aprono per me la porta d'un Infinito adorato che non ho conosciuto?
Da Satana o da Dio,che importa?
Angelo o Sirena,
che importa se tu - fata dagli occhi vellutati,
profumo, luce, mia unica regina -
fai l'universo meno orribile e questi istanti
meno gravi?

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