04 dic 2010

Italia, non un Paese per bambini Rapporto Unicef

La vita per i bambini poveri è dura,anche nei paesi ricchi. Ma c'è di più, a star peggio sono quelli che vivono negli Stati Uniti, in Grecia e in Italia. Parola dell'Unicef che nell'ultimo "Rapporto Bambini e Adolescenti ai margini", presentato qualche giorno fa alla Camera,esamina le disuguaglianze del benessere infantile in 24 paesi dell'Ocse, l'organizzazione che riunisce 24 paesi più industrializzati del mondo..
Obiettivo dell'indagine è valutare la disuguaglianza nella distribuzione del benessere, comparando i bambini svantaggiati con quelli che si trovano nella parte centrale della piramide della distribuzione e che quindi rappresentano lo standard del Paese....E mi rattrista vedere che l'Italia in questa classifica primeggia in fatto di disuguaglianza,infatti il nostro Paese insieme a Stati Uniti,Grecia ,Ungheria è uno di quegli stati che lascia più indietro i bambini svantaggiati al contrario di quanto accade in Danimarca, Finlandia, nella vicina Svizzera e nei Paesi Bassi.

Un'ennesima bocciatura che si poteva già intuire visto che nel Nostro Paese le spese per il Welfare di sostegno alla famiglia e alla maternità sono pari solamente all'1,2% del Pil, circa la metà del dato medio registrato nell'unione Europea.Senza dimenticare il fatto che ad esempio gli asili nido in Italia gli coprono solo il 12,7% dei bambini, uno dei valori più bassi d'Europa.Senza dimenticare i tagli alla scuola,anche questo punto di valutazione del documento!!!!Lo dice lo stesso presidente dell'Unicef  Vincenzo Spadafora prendendo in considerazione il periodo di crisi economica di questi anni  dice:Nei periodi di difficoltà  i bambini più poveri dovrebbero essere i primi ad essere protetti, non gli ultimi ad essere presi in considerazione. Un bambino ha un'unica possibilità nella vita di uno sviluppo fisico e mentale positivo. Ed è una responsabilità primaria dei governi proteggere quella possibilità, in tempi di crisi come in tempi di prosperità".La cosa più preoccupante secondo è che la situazione dei bambini italiani sia peggiorata in questi anni ...e il Rapporto ci conferma proprio questo,il Governo non ha realizzato interventi concreti per combattere la crescente povertà e le disuguaglianze tra i bambini del nostro Paese”,anzi addirittura l'ha aumentato e siamo così  agli ultimi posti in tutti gli indicatori di benessere dell’infanzia.
Proteggere i bambini e gli adolescenti negli anni cruciali dello sviluppo, infatti, rappresenta il segno di una civiltà civile e il mezzo per costruire un futuro migliore per il Paese.Una disuguaglianza verso i bambini più svantaggiati può portare, infatti, a conseguenze complicate anche per la totalità dei contribuenti sotto forma di maggiori criticità nei servizi sanitari ed ospedalieri, nell'insegnamento di riparazione e nei programmi di assistenza e di protezione sociale.Attenuare le disuguaglianze è una via percorribile,sottolinea lo stesso  il rapporto Unicef, in quanto alcuni Stati si sono dimostrati più capaci di altri nel limitare il divario nel benessere tra i propri bambini. Misure come gli assegni familiari e le esenzioni fiscali sono state utilizzate in alcuni Paese per colmare il divario in termini di disuguaglianza e di povertà nei redditi tra i bambini, dimostrando che la soluzione al problema passa anche attraverso scelte politiche di sostegno alla famiglia.Sostegno alla famiglia che è inesistente nel nostro paese,o almeno alle famiglie dei ceti più disagiati...


Principali conclusioni del rapporto
 Un numero limitato di paesi – Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svizzera – risulta ai primi posti nella promozione dell'equità in termini di benessere dell'infanzia. Per contro, Grecia, Italia e Stati Uniti stanno lasciando ancora più indietro i loro bambini.

L'Italia, "casa" dei più poveri. Concentrandoci sui dati relativi all'Italia, la situazione più allarmante riguarda la salute dei più piccoli. Il paese è al penultimo posto, seguita solo dall'Ungheria. Inoltre l'Italia è fra i paesi dove è più alto il tasso di povertà relativa fra i bambini. Il dato è il 15,5%. Circa un milione e mezzo di ragazzini vive in famiglie con redditi inferiori alla metà della media nazionale. Inoltre l'Italia ha i livelli di spesa per la famiglia fra i più contenuti: dedica ai trasferimenti monetari e alle esenzioni fiscali lo 0,63% del Pil (2007); la Germania il 2,8% e la Francia il 3,7%.


Alimentazione, siamo al 18° posto. Parlando di condizioni abitative, tra i bambini poveri più svantaggiati rispetto agli standard dei loro paesi, ci sono quelli italiani, anche qui al penultimo posto in classifica. Poi c'è l'alimentazione, dei bambini disagiati e il nostro Paese figura al 18° posto su 24. "Nei periodi di difficoltà i bambini più poveri dovrebbero essere i primi ad essere protetti, non gli ultimi ad essere presi in considerazione - si legge ancora nel rapporto Unicef - un bambino ha un'unica possibilità nella vita di uno sviluppo fisico e mentale positivo. Ed è una responsabilità primaria dei governi proteggere quella possibilità, in tempi di crisi come in tempi di prosperità".


La Svizzera presenta il livello più contenuto di disuguaglianza nel benessere materiale, seguita a breve distanza dall'Islanda e dai Paesi Bassi. I divari relativi più elevati si registrano, invece, in Slovacchia, negli Stati Uniti e in Ungheria.

1 commento:

Carmela ha detto...

In Italia i bambini svantaggiati subiscono solo violenze sia fisiche che morali e tanti sono anche nelle mani dei pedofili, perchè più povere sono le famiglie e più brutali sono i rapporti...naturalmente non siamo ai livelli del Brasile ma il razzismo contro i bambini lo incontriamo ogni giorno...mi piace la tua finestra sul mondo!...buongiorno!!!!...Carmela