07 nov 2010

Il berlusconismo

Spesso ci chiediamo da dove arrriva il grande seguito che il berlusconismo ha in Italia.
Sappiamo bene che in questo nostro paese si sono affermati certi dis-valori che sono entrati nel nostro quotidiano vivere e che ormai accettiamo come  normali: sono diventati nostri e ci fanno seguire acriticamente chi li ha innalzati a comportamenti di vita.Giustificano così le nostre piccinerie, il nostro involversi, la nostra incapacità di guardare al di là del nostro presunto sicuro orticello.
Il nostro orticello,proprio così ,e chi se ne frega di tutto il resto,è giusto di fare anche autocritica perchè se si è perso il senso civico,la responsabilità politica  la colpa è anche della sinistra,quella finta sinistra di oggi...una volta era il fulcro e la paladina dei diritti e sosteneva i lavoratori delle fabbriche, era nata per salvaguardare i diritti dei più deboli, era nata come movimento rivoluzionario,e invece oggi si è adegauata alla poltrona e al potere,adesso è una sinistra(finta) imborghesita.Nessuno si riconosce in questa opposizione che nn fa niente,che nn scende mai a sostegno degli operai che non và mia nelle fabbriche che parla solo dalla comoda poltrona ...Pensiamo che tante persone che erano di sinistra hanno votato lega!!! ma ci rendiamo conto a che livello siamo???Ci vuole un risveglio politico dei nostri politicanti(scusate ma io mi sento comunista e nn mi sento rappresentato dai vari franceschini,bersani ecc)ci vuole un'unione della vera sinistra e che torni a parlare da sinistra.....Solo così si può risvegliare un popolo solo così si può battere il dittatorello di Arcore!!
E allora a volte sogno…
Sogno un’opposizione una sinistra  che non si laceri e che sappia ragionare sulle chances di una reale alternativa.Perché è vero che da noi esiste quella che The Economist definì "l'anomalia italiana” .
Infatti la più grande catena di scandali mai vista non ha mai intaccato la popolarità di un leader che  se continua a godere di tanto consenso significa che esiste “ una diffusa seppur non sempre manifesta ammirazione degli italiani per l'uomo che ha piegato a sé il sistema".
L’opposizione ha issato per molti anni il vessillo dell’antiberlusconismo,ma ha mai realmente regalato al cuore e alla mente degli italiani un altro sogno?Ricordo un pezzo che ho letto all’inizio dell’anno,dove diceva che un gruppo di professori, giornalisti, massmediologi del Regno Unito, rispondendo all'appello del dipartimento di Studi politici e internazionali della Open Democracy e della Open University si erano riuniti a Birmingham per partecipare a una  tavola rotonda intitolata Oltre Berlusconi e fece  all’opposizione italiana dieci domande ecco da Liberazione.it
E allora che dire,penso che la nostra gente vale più di un programma, più di un governo.Una cosa spero che sia chiara: senza conflitto, senza volontà di lotta, non andremo da nessuna parte. Scorciatoie non esistono, nemmeno quelle di vaghi accordi elettorali ...Dobbiamo ripartire dal popolo,dalla vera sinistra da noi,andando nelle fabbriche, nelle periferie, nei luoghi delle disuguaglianze clamorosamente cresciute e qui dobbiamo trovare le risposte.


E ora augurando una buona domenica un pezzo di rita Pani che non centra niente con questo ma rispecchia il mio stesso pensiero:
Dormire tranquilli.
È bello sapere che il ministro della guerra, la russa, dorme sonni tranquilli nonostante le minacce di fini. è bello perché riconduce la sua immagine ad una triste e banale umanità. Io pensavo che qualche volta, magari la notte fosse agitato, pensando alle giovani vite umane falciate in Afghanistan, al solo scopo di rinvigorire la sua indole colonialista e fascista. Invece no, loro sono grandi persone, mica come noi, che magari da un pezzo ci siamo scordati come si fa a dormire il sonno dei giusti, pur non essendo nati sbagliati.

Le mie notti non ve le racconto, anche se iniziano sempre tutte allo stesso modo: io che piano mi infilo a letto col timore di spegnere la luce, e sentire i pensieri affollarsi come la calca di un mercato rionale. E non ho rubato, non ho ucciso, non ho mentito, non ho sulla coscienza delitto alcuno che possa tornare i tanto in tanto a pesare. Semplicemente sopravvivo, di giorno in giorno congratulandomi tal volta per esserci riuscita.
Le notti di altri innocenti quanto me, so che somigliano alle mie e forse sono pure peggiori. Quelle di chi deve vestire i figli o darli da mangiare, quelli che devono pagare il mutuo per garantirsi un tetto sopra la casa. Quelli che dopo aver lavorato dodici ore, il sonno lo meriterebbero e forse lo fanno di stanchezza, e lasciano il loro ultimo pensiero come fosse una preghiera: “speriamo che domani si decidano a pagarmi.”
Loro dormono. Uccidono e dormono. E non uccidono solo con una guerra, ma lo fanno con la vita. Uccidono chi va a lavorare, uccidono quello che il lavoro non ce l’ha più, e di notti insonni deve averne passate, pensando alla famiglia, al futuro e alla vita impossibile da affrontare, decidono di spararsi in bocca o di impiccarsi, certi che sia meglio lasciare un orribile ricordo di sé che non la percezione della miseria e della povertà. Si uccidono sentendosi colpevoli di aver messo altre vite in questo mondo. Ma loro dormono bene la notte, e rivendicano il diritto di essere liberi di rilassarsi come meglio credono, anche facendo ballare ragazzine nude sulle macerie che hanno creato, o come all’Aquila non hanno nemmeno raccolto.
È confortante sentirli, ogni volta che dichiarano al popolo di “essere sereni” o peggio quando con aria sprezzante ci avvisano: “Io sono tranquillo”. Sono sereni e tranquilli di fronte ad un avviso di garanzia per reati da lupanare, sereni e tranquilli quando muore un soldato, sereni e tranquilli dinnanzi alla povertà di un paese che segna il suo percorso nel simbolismo del fango – quello vero – della devastazione di monumenti millenari che si sgretolano e crollano come castelli di carte. Sereni e tranquilli, si riuniscono e ciarlano di loro stessi, dei loro programmi futuri, senza comprendere che il futuro era almeno vent’anni fa.
Così lungimiranti da esser chiamati futuristi, così preoccupati per noi da aver trovato la soluzione: “Ci vuole un governo del tizio bis, per avviarci alla terza repubblica.” Come se bastasse cambiare il nome ad una cosa per farne d’incanto una nuova.Dormono beati il sonno dei giusti, e non perché giusti lo siano davvero, ma solo perché sanno che staranno sempre al caldo e sicuri. Toccherebbe a noi insegnarli cosa è davvero una notte, una delle nostre.
(Rita Pani)

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