04 ott 2011

Meno male che Tremonti c’è!!!

La Spagna meglio di noi?"Forse è per il voto anticipato" questo ha detto oggi il ministro Tremonti!!Sì proprio lui quello che riesce a prevedere il passato.Quello che i nostri conti sono in sicurezza (prima delle tre manovre).Quello che le banche italiane sono solide (prima della richiesta di capitalizzazione da parte di, Fmi, Bce, Banca d’Italia).Quello che la crisi non c’è, ma se ci fosse,l’Italia la passerebbe meglio di tutti gli altri.Quello che vuol convincere l’europa che il nostro debito in fondo è supportato dal risparmio delle famiglie italiane.Quello che in tre anni da ministro dell’economia ha fatto arrivare il debito pubblico fino  a 1930 mld.Quello dello scudo fiscale ..ecc ecc.. Con un pedigree del genere, i complimenti si sprecano.
E infatti la realtà è un altra,purtroppo in questo paese c'è chi  ha creduto in questo governo e nel suo programma..C'è chi ha creduto che abbattendo le regole della convivenza civile, cioè lo stato e i suoi servizi (costituzione, sanità, scuola, università, ricerca), che esaltando la ricchezza, anche e soprattutto quella illecita (abolito il falso in bilancio, scudo fiscale etc.), che fomentando odio contro precari ed immigrati, c'è chi ha creduto che da tutto questo sarebbe potuto fiorire chissà quale miracolo?Sarebbe bello poter dire peggio per costoro ma è peggio per tutti.Molto peggio.Tremonti ha quasi ragione, manca un solo un pezzettino al suo ragionamento.La Spagna è meno in crisi perchè non ha mai smesso di rispettare le regole,anche quelle non scritte.Un primo ministro che genera un clima di sfiducia attorno al proprio paese  se ne va.Perciò la Spagna va a votare. E noi? vogliamo incominciare a ridere?
Cmq per fortuna non ci sono tutte brutte notizie,infatti in questi mesi gli italiani hanno raggiunto un risultato isperato e importante quello dei firmatari del referendum per il cambio della legge elettorale,e con questo questo un altro risultato l’abbiamo già ottenuto ovvero far venire una colica di pancia ai “responsabili”,e a quanti sono andati in soccorso del governo Berlusconi,con la promessa di esser messi in lista (bloccata) nella prossima tornata elettorale.Questi signori, per cui la giusta battaglia è quella che rende economicamente di più, se la stanno vedendo davvero brutta, perché col ritorno alle preferenze (ritorno certo, qualunque sarà la prossima legge) loro saranno spacciati.Chi di noi,infatti, potendo scegliere, voterà Scilipoti, Calearo, Razzi o altri carneade mercenari al soldo del miglior offerente?
 E chi di noi metterà volontariamente il segno sui nomi di signorine che come pregio politico possono indicare solo le proprie misure e la capacità di valutare culi flaccidi o meno? O chi sceglierà corrotti, pregiudicati, inquisiti per vari reati? L’unico timore è che questi individui, davanti alla loro fine certa, trovino un escamotage, un trucchetto da prestigiatore che cambi la forma della legge, ma non la sostanza, per potersi garantire un’altrimenti impossibile rielezione. Se ciò dovesse accadere e il governo varasse un’altra legge in questo senso, cioè una porcata bis, c’è da augurarsi che la Cassazione vigili, come ha fatto per i referendum di giugno, che con una leggina-imbroglio, il governo aveva cercato di scongiurare, ma che appunto l’Alta Corte bocciò.
Da Donna a donna (Rita Pani)
Da donna mi auguro che a giudicarmi sia un collegio di donne o per lo meno a maggioranza femminile».Perché, non si fida degli uomini?  «Le donne riuscirebbero a capire di più la mia estraneità ai fatti. Le donne hanno una sensibilità diversa». [ L’onorevole minetti intervistata da Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera]
Le donne, quelle vere, ti darebbero l’ergastolo. Le donne, quelle madri che offrono in sacrificio le loro esistenze perché le proprie figlie non siano mai come te, ti sputerebbero in faccia.Credo che onorevoli donne come te non abbiano nemmeno il diritto di dichiararsi “donne” nell’accezione del termine che noi utilizziamo per segnare un solco perfetto in questa umanità che deve stare rinchiusa nei perimetri tracciati dal becero maschilismo, che generalizza o peggio pregiudica; che ci costringe ancora a lottare per essere riconosciute oltre al tesoro che si pensa noi portiamo tra le gambe.È la gente brutta come te che rischia di tenerci chiuse in quel recinto, oltre quel solco che i passi vostri scavano e scavano. Le donne dovrebbero essere più sensibili? E perché un uomo – uno vero – non dovrebbe esserlo parimenti? Perché anche il concetto di sensibilità, per gentaglia come te è travisato. La sensibilità non è quella che ti hanno insegnato, a finger lacrime, sorrisi e orgasmi, a fingere di mugolare di piacere per le mani gommose di un vecchio maiale tra le tette, alla ricerca del crocefisso col quale poi benedirà le vostre bellezze artefatte.
La sensibilità degli uomini (genere umano [n.d.r.], meglio specificare per le vostre menti intossicate) è cosa a te ignota. Un collegio giudicante sensibile, avrebbe a cuore la realtà della vostra decadenza, nella quale siete riusciti a condurre un’intera nazione. Non per diletto, non per ideale, non per ideologia, ma per danaro. La vostra mercificazione ha mostrato al mondo intero il degrado, l’assurdità, l’ignoranza, la grettezza di questo deva-stato paese, incapace di sputarvi in faccia sul serio, di additarvi, di mettervi alla gogna, di utilizzarvi come contro manifesto. La vostra immagine, la tua col svestito da suora, il crocefisso tra le tette, io e la mia sensibilità di donna, lo affiggeremmo davanti alle chiese la domenica, per ricordare al bigottismo che ci ha reso schiavi dell’incoerenza cattolica, da quale pulpito e da quale palo da lap dance, vengano le prediche che regolamentano la nostra vita.
Fidati sorella minetti, se ti dico che ti andrà di culo l’esser giudicata da soli uomini, magari di quelli da buttare, quelli assai sensibili, sì, alla vista del pelo che per ordinanza dovreste far uscire dalle minigonne inguinali. Il giudizio di un uomo per bene, di una donna qualunque, andrebbe oltre tutto e ti manderebbe a lavorare laddove di insensibilità ce n’è tanta, forse troppa: un lager per vecchi soli e abbandonati, nelle comunità invisibili che aiutano i senza tetto o i rom, tra la povertà assoluta di un mondo che nemmeno sapete che esista. E sia chiaro, a me che una portatrice sana di vagina sia una zoccola non importa nemmeno un po’: ognuna fa di sé ciò che vuole. Quel che mi importa è che una portatrice sana di vagina, arrivi a poter incidere sull’esistenza delle Donne di una nazione, di un paese, di una città o di una regione, in quanto zoccola.
Rita Pani (APOLIDE mediamente incazzata)

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