24 giu 2011

Firenze da i "Fòhi" al "Calcio in costume"

San Giovanni ‘un vòle inganni
E' un modo di dire fiorentino,pare si riferito alla coniazione del fiorino d’oro(sul cui retro era inciso l'effigie si San Giovanni Battista),per cui integrità era garantita dalla zecca e dal comune di Firenze.Firenze che ha come patrono proprio San Giovanni Battista(24 Giugno)fin dai tempi della conversione della città al cristianesimo.Mentre prima,il protettore di Firenze era il dio Marte.E' la presenza del Dio della guerra sembra aver caratterizzato Firenze attraverso i secoli.Per molto tempo sulla città ha "gravato" la presenza di una grossa statua che secondo i più rappresentava proprio Marte.Questo idolo è stato per molto tempo compagno dei fiorentini; ha avuto almeno tre sistemazioni diverse,quasi come se ogni volta si cercasse di rimuoverlo senza successo.Molti vescovi dovettero sopportarne la presenza,alla quale il popolo non sapeva rinunciare.

Sul finire del medioevo la Statua di Marte era decrepita e corrosa,ma ancora suscitava,in modo alterno, l'affetto e l'odio dei fiorentini evocandone l'animosità più irrequieta.I cronisti del XIV secolo asseriscono che il tempio del Dio si trovasse dove poi sorse la chiesa del santo patrono,cioè il Battistero di San Giovanni..Giovanni Villani,lo descrive così : “quando si sparse in Toscana e per tutta l’Italia e poi per tutto il mondo la verace fede in Iesu Cristo, i fiorentini levarono il loro idolo”. Ma la fede in Cristo non era in loro molto più forte della tenace superstizione pagana, in quanto il supposto idolo, come vedremo, fu soltanto traslocato da “dentro le mura”, al di là del Ponte Vecchio.
Oggi la Statua di Marte è ricordata in modo approssimativo e molti fiorentini non sanno nemmeno della sua antica esistenza.
Ma torniamo alla ricorrenza del San Giovanni,infatti come ogni 24 giugno,il corteo storico parte da Piazza della Signoria al Battistero per offrire i ceri al patrono.Quando invece le ombre della sera avvolgono la città,arriva il momento più atteso:i fòhi d'allegrezza..un carico simbolico ricco di riferimenti alla luce,a volte confuso con un culto antico,di fascino profano,fatto di fuochi e falò come gli originari fulgori che salutavano il solstizio d’estate.Si dice che nella storia di questa città fòhi e falò brillarono sempre a festeggiare l'arrivo dell'estate, come rito per cacciare gli spiriti maligni che,secondo le leggende tradizionali,escono con le streghe dagli antri più nascosti proprio nella notte tra il 23 e il 24 giugno,per scatenarsi in sabba infernali.E così i fòhi di Firenze o fuochi dell'allegrezza in origine erano solamente  fiamme di piccoli o grandi falò fatti con scope e fascine incendiate.Questi fuochi per San Giovanni si facevano sulla sommità delle porte della cinta muraria,sulle torri,nelle vie,nelle piazze e i più belli sulla Torre di Arnolfo,in Palazzo Vecchio.Poi i fuochi dal suo valore originale nel tempo divennero sempre più motivo di festa e ritrovo.Oggi si fà i fuochi d'artificio,sono lanciati dal piazzale Michelangiolo e richiamano grande folla sul Lungarno dove viene allestita una platea di poltrone,proprio di fronte alle rampe del piazzale Michelangiolo.Lo spettacolo dura circa un'ora e termina con un forte botto finale...
Un'altro evento delle celebrazione di San Giovanni è il Calcio "storico" fiorentino,conosciuto anche col nome di Calcio in costume,è una disciplina sportiva che affonda le sue origini in tempi molto antichi.
Le prime fonti che ne parlino sono solo tardo-medioevali,ovvero sul finire del Quattrocento e il calcio si era talmente diffuso tra i giovani fiorentini,che questi lo praticavano frequentemente in ogni strada o piazza della città.Con il passare del tempo però,soprattutto per problemi di ordine pubblico,si andò verso una maggiore organizzazione e il calcio cominciò ad essere praticato soprattutto nelle piazze più importanti della città.I giocatori(calcianti)che scendevano in campo erano perlopiù nobili(anche futuri papi)dai 18 a i 45 anni e vestivano le sfarzose livree dell'epoca,che diedero poi il nome a questo sport.
Le partite venivano organizzate solitamente nel periodo del Carnevale ma non solo. La più famosa è sicuramente quella giocata il 17 febbraio 1530,quando i fiorentini assediati dalle truppe imperiali,di Carlo V,diedero sfoggio di noncuranza mettendosi a giocare alla palla in piazza Santa Croce.La popolarità di questo gioco durò per tutto il Seicento,ma nel secolo successivo cominciò un lento declino che lo portò di lì a poco alla scomparsa,almeno come evento organizzato.L'ultima partita ufficiale di cui si ha notizia venne disputata nel gennaio del 1739 nella piazza di Santa Croce,alla presenza di Maria Teresa,futura imperatrice d'Austria.Se si escludono due partite rievocative giocate nel 1898 e nel 1902,passarono quasi due secoli prima che la città di Firenze potesse veder risorgere il suo antico gioco.

Dopo 200 anni è stato riportato alla luce nel 1930,salvo che per il periodo bellico,si svolgono puntualmente fra le secolari mura cittadine le sfide fra i calcianti dei quattro Quartieri storici di Firenze:i "Bianchi" di Santo Spirito, gli "Azzurri" di Santa Croce,i "Rossi" di Santa Maria Novella e i "Verdi" di San Giovanni.Se è vero che per quasi duecento anni non si hanno notizie di partite organizzate,è altresì vero che questo sport era rimasto vivo nella memoria collettiva dei fiorentini.Quest'ultimi infatti, sebbene lontani dalle grandi piazze e dai fasti medievali,continuarono a praticarlo nei propri rioni e quartieri, contribuendo così a forgiare quello che sarebbe diventato secondo il motto popolare "lo spirito moderno del calcio antico".Attualmente le tre partite (due eliminatorie e la finale) si svolgono in questi giorni digiugno in occasione dei festeggiamenti del santo patrono in piazza Santa Croce.In alcune occasioni particolari il calcio fiorentino è stato giocato anche in altre città, per esempio il 28 agosto 1960, quando si giocò a Roma, a piazza di Siena, in occasione delle olimpiadi, oppure il 12 ottobre 1976 quando una partita venne effettuata a New York nell'ambito delle manifestazioni del "Columbus Day".Il 3 luglio 1998 un incontro si disputò a Lione in occasione dei mondiali di calcio.

5 commenti:

Annalisa Orrù ha detto...

Ogni regione e paese di Italia ha le sue tradizioni. Io lo festeggiavo da bambina andando a veder bruciare su 'fogadoni', una pila di sterpaglie che dava emozioni grandissime a noi bambini.
Buon week
Lilly

ANAM ha detto...

A veder bruciare i "fogadoni"? mai sentito dire...ma che significato aveva?
Buon week end a te....
per me è iniziato ieri,anche se sono a Prato ...la sede della mia azienda era fino a qualche tempo fa a Firenze...quindi è riasta come festa patronale San Giovanni...e oggi sono stato al mare!!!hihihihi baci

Annalisa Orrù ha detto...

Il significato era un significato pagano, e proviene dalla celebrazione di usanze che ci arrivano dai Cartaginesi. Pensa che anticamente si faceva il salto del fuoco. Se vuoi ti lascio un link

http://www.gentedisardegna.it/

Adoro la Toscana, é la mia seconda terra. Ho vissuto nel Grossetano, vicino a Porto S.Stefano, Castiglione della Pescaia. Amo Siena ho tantissimi bei ricordi.
A presto
Lilly

ANAM ha detto...

Grazie mille Annalisa per il link...sai noto che la maggior parte dei riti che celebriamo anche quelli che oggi la chiesa fa propri hanno in fondo un'origine pagana..forse anche perchè erano talmente radicati nel Dna dei cittadini che sono stati costretti a farli propri e allo stesso tempo dare un significato diverso,un significato religioso.... Wow,Castiglione ho fatto spesso le vacanze...meraviglioso!!!Anche se come te,amo Siena,la zona di Pienza,montalcino,Montepulciano...meraviglia!!!! bacione ciao cara

Annalisa Orrù ha detto...

Anche io...
la penso come te!

:O)