28 apr 2011

Cochi e Renato


C'è chi soffre soltanto d'amore
chi continua a sbagliare rigore
c'è chi un giorno invece ha sofferto
e allora ha detto, io parto
ma dove vado se parto,
sempre ammesso che parto?
Ciao! a chi sbaglia a fare le strissie,
a chi invece avvelena le bissie.
Uno tira soltanto di destro
l'altro invece ci ha avuto un sinistro
e c'è sempre qualcuno che parte,
ma dove arriva, se parte?
E la vita, la vita
e la vita l'è bela, l'è bela,
basta avere l'ombrela, l'ombrela
che ti para la testa,
sembra un giorno di festa.
E la vita, la vita
e la vita l'è strana, l'è strana,
basta una persona, persona
che si è rotta la testa
è finita la festa.
C'è chi un giorno ha fatto furore
e non ha ancora cambiato colore.
C'è chi mangia troppa minestra
chi è costretto a saltar la finestra
e c'è sempre lì quello che parte
ma dove arriva, se parte?
Ciao! A chi sente soltanto la radio
e poi sbaglia ad andare allo stadio.
C'è chi in fondo al suo cuor ci ha una pena,
c'è chi invece ci ha un altro problema,
e c'è sempre lì quello che parte
ma dove arriva, se parte?
E la vita, la vita
e la vita l'è bela, l'è bela,



BIOGRAFIA
Cochi & Renato è il nome del duo comico formato negli anni sessanta da Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni.Il duo debuttò nel 1965 al Derby di Milano, creando un genere di comicità originale, oetico e surreale al tempo stesso. Dal successo al Derby il duo giunse alla RAI,partecipando a trasmissioni con grande seguito di pubblico come Canzonissima (1974).Entrate nella cultura popolare italiana alcune loro canzoni, come La gallina, Canzone intelligente e E la vita, la vita, e soprattutto la loro personalissima interpretazione di Come porti i capelli bella bionda.Cochi e Renato praticamente si conoscono da sempre. Vicini di casa d'estate a Gemonio (Varese) sul Lago Maggiore, dove le loro famiglie erano sfollate durante la guerra, cominciarono costruirsi un piccolo repertorio giusto per distrarsi dalla scuola. Entrambi iscritti all'Istituto Cattaneo di Milano, seppur in indirizzi diversi (Renato geometra e Cochi ragioniere), ebbero i loro primi inizi cabarettistici quando cominciarono a frequentare l'Osteria dell'Oca di Milano, una cosiddetta "trattoria degli artisti", dove un loro amico, Piero Manzoni, esponeva i suoi quadri mentre Cochi e Renato intrattenevano i presenti con qualche canzone popolare. Siamo nel 1962-1963. Il proprietario di un locale accanto all'osteria, Tinin Mantegazza, ha l'idea di aprire il "Cab 64" invitando i due, giovanissimi, ad esibirsi con le loro scenette improvvisate tra i tavoli dell'osteria. Prima paga, 3500 lire, ma con una condizione, almeno dieci spettatori in sala: niente quorum , niente soldi.Tra i frequentatori del locale, Enzo Jannacci, che fa amicizia con loro aiutandoli nei testi.La comicità di Cochi e Renato è stata composta sin dall'inizio da un umorismo decisamente nuovo all'epoca, con idee stravaganti, quasi surreali, anticonformistiche rispetto al tipo di comicità classica che era rappresentata in quegli anni. Le loro canzoni, spesso scritte a sei mani con Iannacci, sceneggiavano quelle popolari milanesi, a volte con risultati veramente folli. A quel tempo (1964), non si dedicavano completamente al cabaret: Cochi era impiegato interprete (francese, inglese, russo) all'aeroporto milanese di Linate, Pozzetto era contitolare di un'impresa di impianti di ascensori con un ingegnere siciliano. La decisione di dedicarsi completamente allo spettacolo avvenne quando Jannacci e tutto il gruppo di amici (Lino Toffolo, Felice Andreasi, Bruno Lauzi, arrivarono al Derby Club di Milano, creando un lavoro di squadra, definito Il Gruppo Motore, diventato in breve tempo il punto riferimento del cabaret in Italia. Cochi e Renato diventarono famosissimi, e il loro repertorio crebbe, con canzoni come Ho soffritto per te, A me mi piace il mare, Lisa Beat, La gallina, E’ capitato anche a me, Un pezzo di pane, Gli indiani, divertenti quanto originali, debitori di un certo umorismo alla Campanile e al teatro di Ionesco.
Verso la fine del 1967 la RAI cercava nuovi talenti per il loro primo contenitore domenicale. Enrico Vaime portò dal Derby Cochi e Renato e Paolo Villaggio, affiancandoli ai già noti Ric e Gian. Questo gruppo esordì il 21 gennaio 1968 con la trasmissione Quelli della domenica, scritto da Marcello Marchesi, Italo Terzoli, Enrico Vaime e Maurizio Costanzo. Bisogna dire che il programma, ottenuto un discreto successo sin dalle prime puntate, non fu accolto benissimo né dai funzionari RAI - i quali ritenevano Villaggio troppo aggressivo e non capivano Cochi e Renato - né dal pubblico presente in trasmissione, avaro di risate quando Cochi e Renato, neanche trentenni, esordirono con lo sketch “A me mi piace il mare”, uno dei loro cavalli di battaglia. La loro fortuna fu nei giovani, che al contrario si divertirono subito tanto da convincere la RAI stessa a provare un programma che praticamente aveva il Derby come contenitore: E' domenica, ma senza impegno (1969), con Cochi e Renato e Lino Toffolo, Jannacci e Villaggio. Visto che non riuscivano a decollare, decidono di fare uno spettacolo di cabaret che ha un grosso successo, Saltimbanchi si muore, con quasi tutti i colleghi del Derby, come Andreasi, Jannacci, Toffolo, Teocoli, Boldi, i Gatti di Vicolo Miracoli, e gli stessi Cochi e Renato, che ridimensionavano i loro testi con una certa modernità e con meno dialettica.

Chi ha potuto vedere quello spettacolo, ha sempre parlato di aver visto un qualcosa di nuovo e di assolutamente originale.Siamo nel 1969-70. Questo spettacolo fu tenuto anche a Roma, dove alcuni di loro furono notati per fare del cinema e della televisione..Cochi e Renato tornarono in televisione: nel 1971 sono contenitori comici in due programmi, Non è mai troppo presto e Riuscirà il Cav.Papà Ubu?, quest'ultimo un programma di prosa in costume di tre puntate; sono protagonisti anche di tre caroselli, uno per Lebole (1968-69), uno per i televisori Philips ancora nel 1971, e uno per i gelati Besana nel 1973.Nel 1972, Cochi e Renato partecipano al Festival dei Due Mondi di Spoleto, protagonisti de La Conversazione Continuamente Interrotta di Ennio Flaiano. Il vero successo arrivò con due programmi tv dove furono liberi di improvvisare e di avere controllo sui loro testi: nel 1972 è affidato loro Il buono e il cattivo, e nel 1973 in un programma oggi di culto come Il Poeta e il Contadino. Sono autori con Guido Clericetti, Ludovico Peregrini, Enzo Jannacci e, non accreditato, Beppe Viola, per la regia di Giuseppe Recchia. Il programma, sei puntate serali a partire dall'11 novembre 1973, definì i loro personaggi sin dal titolo: Cochi (Il Poeta) era l'intellettuale astratto e bizzoso, Renato (Il Contadino) il bifolco concreto e pacioccone. Rimasti nella memoria gli sketch del Dompio della Val Trompio ("Qui siamo sui milletrè!"), e la sigla di coda, La Canzone Intelligente, forse il loro pezzo più famoso. Ospiti del programma, Felice Andreasi e Enzo Jannacci, Teo Teocoli, Franca Valeri e la coppia Pippo e Mario Santonastaso. Il pubblico risponde positivamente, con una media di 6 milioni d'ascoltatori.Durante lo stesso periodo del "Il Poeta e il Contadino", Renato era impegnato con le riprese del suo primo film, Per amare Ofelia: fra i due, infatti, è stato il primo ad avere una offerta cinematografica, accettata dopo aver consultato Cochi per non dividere la coppia, nonostante nelle recenti interviste hanno confermato di aver avuto a quel tempo proposte in coppia, che comunque non accettarono perché non convincenti (tipo "I due frati", o cose del genere). Quando il film esce il 25 aprile 1974, esplode un successo clamoroso e Pozzetto diventa improvvisamente un nuovo comico del cinema italiano.L'attività di coppia però continua: dopo aver partecipato a Milleluci (1974), Cochi e Renato sono chiamati per la loro sfida più grande, Canzonissima, che ottiene un successo pazzesco (con una media di 22 milioni di spettatori) ma anche pesanti critiche. Le tredici storiche puntante andarono in onda sul canale Nazionale la domenica, dal 6 ottobre 1974 fino al 6 gennaio 1975. A fare loro da spalla, un giovane Massimo Boldi, uno dei primi amici di Pozzetto che debuttarono trainati dal successo prima della coppia, e poi del solo Renato. Cronache dell'epoca, forse pettegolezzi, parlarono di dissapori fra Raffaella Carrà, conduttrice, e Cochi e Renato, smentiti però dagli interessati, nonostante Pozzetto conferma quanto la Carrà non potesse proprio vedere Boldi. Ad ogni modo, fu l'ultimo programma cui la coppia partecipò ufficialmente. Infatti, nonostante la consacrazione in televisione ed il successo clamoroso con la sigla del programma, E la vita, la vita, un hit del 1975, le offerte cinematografiche arrivavano solo per Renato, avviando così la lunga carriera cinematografica.La divisione ufficiale avviene nel 1976 quando anche Cochi esordisce, da solo, al cinema con Cuore di cane di Alberto Lattuada. È pure vero che Cochi e Renato, fino al 1978, girarono anche dei film insieme, come il fortunatissimo Sturmtruppen di Samperi, dalle strisce di Bonvi, e incisero dischi singoli con alcune nuove canzoni, come Lo sputtanamento, Lìbe- lìbe- là, ma ormai il successo maggiore arrideva solo a Pozzetto. La loro comicità, soprattutto verbale, era difficile da esportare nel cinema, per questo alcuni loro film strettamente personali nell'umorismo e nella storia, come Saxofone dello stesso Pozzetto, andarono piuttosto male al botteghino. La decisione di prendere strade diverse avvenne in questo periodo. Cochi si immerge in una lunga stagione teatrale dopo aver girato da solo qualche altro film e partecipato al film per la televisione, Saltibanchi si muore, 1979, dove nuove leve del Derby trovarono spazio dal vuoto lasciato da Cochi e Renato (Giorgio Porcaro, Diego Abatantuono, il già citato Massimo Boldi fra questi).Dopo gli insuccessi del 1978, Renato ha una nuova stagione cinematografica di successi con La patata bollente, di Steno. Da lì diventa un campione al box office per tutti gli anni Ottanta. Gira più di cinquanta film con svariati partner (Adriano Celentano, Enrico Montesano, Nino Manfredi, Ornella Muti, lo stesso Massimo Boldi, Carlo Verdone, Paolo Villaggio, Diego Abatantuono), finché ha un brusco calo di popolarità nella prima metà degli anni novanta.Cominciano a girare voci di un loro ritorno, spinte anche da due fugaci riunioni avvenute in due programmi nostalgici, E compagnia bella e in Serata d’onore, entrambi nel 1991, ma l'unica conseguenza è stata l'idea di Paolo Rossi nell'avere Cochi nel suo Su la testa! (1992).
E' nel 1996, nonostante il mancato colpo di Paolo Rossi e Piero Chiambretti di riunire Cochi e Renato nel loro programma Il Laureato, che le voci diventano realtà. Su iniziativa di Renato, la coppia si riunisce per una serie di sei telefilm per Raiuno dal titolo provvisorio Detective per caso: la notizia viene data ai giornali il 3 agosto 1996. Il progetto parte però ufficialmente nel 1998.E così, dopo vari anni di rinvii, nella primavera del 1999 hanno inizio le riprese di una fiction in sei puntate, Nebbia in Val Padana, andato in onda nel gennaio del 2000 con discreto successo. Nello stesso anno ripropongono così alle nuove generazioni la loro comicità (con lo spettacolo teatrale Nonostantelastagione) e le loro canzoni (con il cd Le Canzoni Intelligenti, che ha venduto centomila copie). Insieme partecipano a diversi programmi tv, come Uno di Noi, con Gianni Morandi, Novecento, con Pippo Baudo, a loro sarà dedicata una puntata di Nati a Milano, programma di Giorgio Faletti, e Nati con la Camicia, di Catena Fiorello.Sono tornati come contenitori fissi comici nel programma Zelig Circus (2005), per la quale firmano anche la sigla con la storica Libe-libe-là (risalente al 1977), ottenendo un successo clamoroso. La popolarità ottenuta convince Raidue ad affidare loro un programma, Stiamo lavorando per noi (2007), ritrovando come ospiti storici amici dei Derby (Boldi, Toffolo e Iannacci fra questi), in contemporanea dell'uscita del loro nuovo cd, Finché c'è la salute. Era dal 1973 che non avevano un programma tutto per loro. Nello stesso anno sono tornati a teatro, con lo spettacolo Nuotando con le lacrime agli occhi.

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