06 feb 2011

Nizār Tawfīq Qabbānī

Più bruciante del fuoco,
più violento dell'urlo di un uragano,
più aspro dell'inverno è l'amor mio per lei.
Qual effusione di lacrime!
Se il mio pensiero le sfiorasse il seno,
la brucerei con i miei desideri,
o se inavvertitamente il suo seno si scoprisse,
con torbido occhio la fisserei.
Incommensurabile è il mio amore per lei,
come ella mi scorresse nelle vene.
La voglio io solo. Altri
non pretenda la sua passione! Quelle son colline mie.
Su di esse voglio far scorrere la mia mano,
per la mia diffidenza, per l'eccesso del mio amore.
L'amo io solo. Nè mi nuoce
che le stelle raccontino la mia storia.
L'alba attinge alla sua luce,
il tramonto alla mia.
Finchè tu resti mia, mio è il segreto della sera,
mie sono queste lune.
Gli astri della notte sono per me un manto,
sulla palpebra dell'Oriente è il mio fazzoletto.

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