25/set/2010

LA BAMBINA COL CAPPOTTO ROSSO

Oggi voglio parlare di un libro sull'Olocausto "La bambina col cappotto rosso" collegandomi anche al film "Schinderl List" questo perchè il libro è  la storia della bambina col cappotto rosso che si vede in una famosa scena del film,(vedi video sotto)....Questo libro e' la storia di tutti quei  "bambini nascosti" così definiti gli ebrei  che durante l'Olocausto avevano meno di 14 anni e che sono miracolosamente sopravvissuti. A questa generazione apparteneva proprio Roma Ligocka,ebrea polacca,che in una Cracovia messa a ferro e fuoco dai tedeschi riescì a scampare alle persecuzioni razziali e alla guerra...

E il racconto d’infanzia autobiografico proprio di Roma Ligocka,scrittrice e cugina del famoso regista Roman Polansky.L’autrice racconta e rivive la drammatica storia della sua vita durante la II guerra mondiale,vittima dell’olocausto e delle persecuzioni naziste.Una bambina  magra con grandi occhi scuri, che non mangiava,che era spesso malata, sofferente, viveva tra la paura, il freddo e i costanti pericoli nel ghetto ..Il suo pensiero và spesso  a quegli uomini con gli stivali che minacciavano con i loro fucili e parlavano una lingua dura e fredda . E tutto il libro diventa un viaggio a ritroso in questa sua terribile  infanzia,quando per volere proprio delle SS Hitleriane,si ritrova costretta ad una fuga continua per sopravvivere alle persecuzioni contro gli ebrei.Testimonianze forti verso tutte le angherie e i soprusi che lei e tutto il popolo ebraico,hanno dovuto subire per volontà di quegli uomini trasformati in carnefici, costretti a sterminare in onore della razza Ariana.




Tutto era proibito e tutti dovevano portare al braccio il segno di riconoscimento e d’identificazione, la stella di David. Un’etichetta che li contraddistingue dagli altri, da quelli che dovevano vivere. Inconfondibili e riconoscibili, come merce putrefatta marchiata prima dello scarto.Non vi erano più diritti, nessuna esenzione, tutti correttamente allineati, lungo il cammino della morte verso i campi di concentramento. Luoghi fatiscenti e angusti dai quali vi era difficile evadere e all’interno dei quali, era sempre acceso e vivo il fuoco che li avrebbe “scaldati” quello dei forni crematori Ma nonostante le avversità, Roma riesce ad andare avanti, è il trionfo della vita sulle tenebre, anche quando nel dopoguerra arriveranno nuove speranze, nuovi ideali di pace e di rinnovamento... Roma è inquieta, sensibile, i cambiamenti li vive sulla propria pelle, anche i tormentati amori della sua vita. Sono passati gli anni, tanti, e la donna si ritrova seduta ad un cinema in attesa di una prima. Il film è di un famoso regista, il suo nome è Spielberg. Tratta di guerra, è girato nel ghetto di Cracovia, davanti a sé orrore, paura, lacrime, gente che fugge, e all’improvviso vede un volto di bambina con enormi occhi neri, indossa un cappotto rosso, si avvicina…



Da Repubblica del 2001 a Roma Ligocka....
La Bambina di Schindler' s list:
Quando si va a conoscere un sopravvissuto della Shoah ci si aspetta sempre una persona "dai capelli bianchi". Roma Ligocka, l' autrice della Bambina col cappotto rosso (Mondadori), è una signora in gonna di renna con ampio spacco: ebrea, nata nel 1938 a Cracovia, si è salvata proprio grazie al suo cappottino rosso, racconta nello spazio affollato degli editori tedeschi Droemer alla Buchmesse di Francoforte, «mia madre e io cercavamo di nasconderci per sfuggire al rastrellamento nel ghetto prima del coprifuoco». Bussarono ad una porta dove una donna la chiamò "piccola fragolina" guardando il suo soprabito: «Doveva essere l' aiuto per una notte, ci accolsero per un anno e mezzo». Così, quando Roma Ligocka vide quella sequenza in bianco e nero di Schindler' s List dove spicca solo una bambina in rosso, capì di essere lei. A Spielberg mostrò una foto con quattro piccoli, tutti sopravvissuti: «Gli dissi: "Questo è Roman Polanski, mio cugino, questo Bronislaw Horowitz, il fotografo, con sua sorella. E questa sono io". Spielberg mi dette un bacio. Così mi sentii chiamata a scrivere di me». Una storia che non si ferma solo alla fuga dai tedeschi, ma affronta la vita di una giovane ebrea comunista con gli amori, le delusioni, i farmaci, Solidarnosc, il volo verso l' Occidente libero.Una vita difficile.

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