24 mag 2010

Pompi(“Amore e dintorni”)



La vita è la giovinezza,non lo dico io, tutto il resto è solo una lunga attesa,un lasso di tempo più o meno lungo durante il quale si naviga nei ricordi,nei rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato.La vita, quella dove tutto è afferrabile,dove ogni giorno è una scoperta e sembra non dover mai aver fine,è racchiusa in quegli anni della giovinezza. C’è l’illusione, che è come una droga e guai se non ci fosse, perché in fondo la vita è tutta una grande illusione;per questo il mondo va avanti.Dopo c’è la maturità,quella che purtroppo ci fa vedere tutto nella sua realtà più spietata, dove illudersi non è più possibile. Io non mi illudo più da molto, ma non ho rinunciato a sognare, non ho rinunciato a sorridere in quelle rare occasioni che questa vita e questo mondo sempre meno vivibile e sempre più inospitale ci offre suo malgrado. Non sono un poeta, o forse sì, oppure sono solo un uomo che in questa attesa si è fermato a guardare il mondo, a dare voce ai suoi pensieri e ai suoi ricordi. Qualche malinconia, qualche sorriso, qualche speranza messa per iscritto fino a quando queste mani ce la faranno insieme alla mente. Non sono un poeta ma la poesia è un modo di esprimere quello che si ha nel cuore, di dire ciò che a volte non diciamo per paura di essere derisi da chi ci circonda, poiché la nostra esistenza la basiamo su quello che gli altri pensano di noi, su quello che gli altri vogliono vedere in noi. E’ un eterno specchiarsi di immagini false e un eterno stato di insoddisfazione personale. Ma se lasciamo che il cuore faccia salire alle labbra i nostri più segreti pensieri, quelli più dolci, allora saremo noi stessi, e poco importa se chi ci cammina accanto riderà di noi, della nostra anima finalmente libera senza più il bisogno di specchiarsi in altre anime oscure e tristi. In ognuno di noi c’è una poesia, un soffio di innocente follia, un sogno nascosto, un ricordo pieno di malinconica nostalgia. Quando si riesce a tirarli fuori si è già dei poeti. Non c’è bisogno di lauree o intelligenza particolare per parlare di sentimenti, il cuore è un libro da sfogliare, un uomo è un libro di storia vivente e i sentimenti ce li hanno tutti, il ricco e il povero, il laureato e l’analfabeta. Certamente la poesia trova terreno fertile quando le radici affondano nel dolore, che è quello che nell’esistenza degli uomini prevale sugli altri stati d’animo, ma la poesia nasce anche da tante piccole cose, come da un raggio di sole, da una foglia ingiallita, da un fiore che sboccia, da un silenzio tra i monti, dal volo di un uccello, da una spiaggia deserta, da una barca in secca, dal sorriso di un bambino o dal pianto di una donna; tutte cose che appartengono alla nostra vita. Cose che fanno parte del mondo e non guardiamo con attenzione perché abbiamo fretta di vivere. Questa fretta non mi appartiene più, il mondo è fuori di qui, lo osservo, ricordo, scrivo e lascio che il tempo dell’attesa passi su di me. Poi mi alzerò, poserò la penna e me ne andrò lasciando un sorriso, forse una lacrima o forse una grande indifferenza. Non me ne importerà nulla. Sarò stato un poeta,un pagliaccio,un saggio o uno stolto… sarò stato quello che gli altri avranno voluto vedere in me,ma almeno non sarò stato io a specchiarmi negli altri.

1 commento:

ANAM il senza nome ha detto...

In questa bellissima prefazione che avete apprezzato ci sono tanti spunti interessanti...io vorrei allacciarmi al finale:
"Poi mi alzerò, poserò la penna e me ne andrò lasciando un sorriso, forse una lacrima o forse una grande indifferenza. Non me ne importerà nulla. Sarò stato un poeta,un pagliaccio,un saggio o uno stolto… sarò stato quello che gli altri avranno voluto vedere in me,ma almeno non sarò stato io a specchiarmi negli altri"
Essere se stessi, sempre....Bisognerebbe avere il coraggio di non conformarsi di vivere la nostra vita senza paura di essere giudicati e difendere i propri ideali senza paura di essere messi da parte.Anche se la realtà è purtroppo un 'altra, siamo costretti ad indossare maschere che ci nascondono, alla fine, solo da noi stessi.Magari siamo costretti a limitare il nostro vero io,per essere parte integrante di qualcosa e allora,siamo realmente noi quelli che percorrono la strada di un 'esistenza tracciata da altri?Un tempo pensavo che non sarei mai sceso a compromessi con me stesso,per essere integrato in questa società,ma il confronto,soprattutto quando cresci,diviene inevitabile e continuare a combattere sapendo che anche una ipotetica vittoria,ti porterà solo ad essere ancora piu' lontano dai tuoi simili,non è confortante.Penso che all'interno della società ci venga spesso richiesto di essere ciò che non siamo,di negare i nostri sentimenti,le nostre idee,a me questa cosa da fastidio,io sono me stesso,non un'altra persona!!!
Ognuno di noi è unico e irripetibile,ha talenti e potenzialità che possono essere sviluppate solo attraverso noi stessi.Ci vuole volontà interiore e la volontà è la capacità di dare fiducia a ciò che si è e di avviarsi verso ciò che si può e vuole diventare...la volontà è l'arte di "essere e agire", è la capacità di mettersi profondamente in contatto con se stessi e di attivarsi per trasformare da potenza in atto capacità,talenti,progetti, sogni....Quindi sarò x gli altri un poeta un pagliaccio o uno stolto,questo nn è importante!!!Sopratutto sono Io,me stesso è questa la vera vittoria che possiamo avere nella vita......