06 dic 2011

Manovra: "Bocconi " amari

Certo non era mica necessaria la laurea alla Bocconi per fare quello che da 18 anni aveva fatto il goveno di centro-destra cioè martellate nei denti tutti i lavoratori e pensionati di questo paese.La loro è stata solo una maniera più elegante di decapitarci,infatti il governo Monti usa la spada piuttosto che la mannaia e come insegnava Mary Poppins "basta un poco di zucchero e la pillola va giù".Proprio per questo non riesco  a commuovermi, guardando il Ministro Fornero piangere nel tentativo di pronunciare una parola che raramente l'ha riguardata in maniera diretta: "sacrifici".A me la parola "sacrifici" evoca essenzialmente quegli sforzi,quotidiani e perenni,quelle azioni compiute ogni singolo giorno della vita da milioni di cittadini,cosa sanno loro di sacrifici?Ci hanno rubato il lavoro,il futuro,la dignita’.La classe dirigente di questo paese (e la fornero fa parte di questa classe dirigente) ha distrutto tutto cio’ che si poteva distruggere,ha dissipato tutto,alimentato le diseguglianze,le ingiustizie,l’insicurezza.Questa classe dirigente ha tarpato le ali ad almeno una generazione,forse due.E ora?Addirittura la signora piange,queste buffonate le vada a fare in qualche soap opera.Noi siamo gente seria che si spacca la schiena tutti i giorni,noi siamo gente seria e quelle lacrime le versiamo tutti i giorni!!!
A proposito di questo leggevo qualche giorno fa alcuni dati dell'eurispes nel loro rapporto annuale,voglio riportare alcuni dati per far capire cosa vuol dire sacrifici!! Sì perchè arrivare a fine mese e’ diventato  uno scoglio insormontabile,questo per il 35,1% delle famiglie italiane.L’Istituto delinea un quadro ”preoccupante”:nel 2011 ”sono in diminuzione le famiglie italiane che nonostante tutto riescono a risparmiare qualcosa (26,2% contro il 30,8% del 2010) e a raggiungere l’ormai ambito traguardo della fine del mese (61% contro 66% del 2010). Un traguardo – rileva ancora l’Eurispes – che rappresenta invece uno scoglio insormontabile per il 35,1% delle famiglie (nel 2010 erano il 28,6%)”. Il disagio aumenta vertiginosamente al Sud (43%), ma e’ acuto anche nel Nord-Est (37%) e nelle Isole (36,5%).Mutui e affitti insostenibili per 2 italiani su 5 e il 40% delle famiglie ha difficolta’ a pagare rate e canoni. ”La casa  si legge nel rapporto  rappresenta da sempre il capitolo di spesa più incisivo per l’economia familiare e, dai risultati della rilevazione, emerge un quadro preoccupante se si confrontano i dati del 2011 con quelli dell’anno precedente: il 40% delle famiglie italiane ha difficolta’ a pagare la rata del mutuo (rispetto al 23,2% del 2010) ed il 38,1% (contro il 18,1% del 2010) a pagare il canone d’affitto”.E si continua a chiedere SACRIFICI!!!!!
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Che fai, piangi?(RITA PANI)
E da piangere ce n’è e ce ne sarà per molto tempo a venire, ora che il fascismo, quello serio delle banche e dei capitali ha scalzato la banda di inetti malfattori che fino a ieri ci ha guidato fin qua. Stamattina era tutto un gran parlare del ministro donna che piange, per il dolore della responsabilità o solo perché una donna? Per la sua umanità o come un coccodrillo? Quelle lacrime hanno inciso più della manovra stessa, nella fantasia dell’italiano che ancora se ne domanda il sapore, commentandole on line, su forum e giornali.Dopo il colletto del cappotto rigirato del Presidente della Repubblica De Nicola, si ricorderà la morigeratezza del Presidente Monti, che rinuncia ai suoi emolumenti da primo ministro. Dopo le barzellette di un buffone psicolabile, l’Italia s’inchina dinnanzi al dolore istituzionale, diverso da quello al quale eravamo abituati per catastrofi e terremoti, dove in vero non vi erano lacrime ma ancora barzellette.Non è certo il cambiamento che ci si attendeva, ma sarà di certo il cambiamento di cui il popolo addomesticato si accontenterà. Più un cambiamento di forma, che di sostanza; ce lo faremo bastare. Tutti – o quasi – i giornali, oggi mostrano la “quasi” equità di un decreto “necessario”, il “decreto salva Italia”. Fascista e totalitario nella sua indiscutibilità, nella sua “necessità” ribadita fino allo sfinimento.
Una legge che verrà votata con i grandi numeri di un Parlamento che si allinea e che non prende posizione, secondo la regola del “tutti colpevoli, nessun colpevole”. Nessuna opposizione – tranne quella farlocca della lega, che non conta – in nome della responsabilità.Nemmeno c’è da discuterlo punto per punto, questo miracolo di Mario Monti, basta solo prendere un punto a caso di tutto il pacchetto, così come viene strillato dai giornali: “Non si toccheranno gli assegni sotto i 900 Euro.” – Che culo!L’assegno di 900 euro è quello che garantisce un reddito di 450 euro al mese, che c’è da aggiungere? E poi, è proprio vero che non si tocca con un aumento dell’IVA del 2%? Ci sarebbe anche l’altro punto, quello delle barche, degli aerei, degli elicotteri privati, di quei cinque deficienti, unici in Italia, ad avere una di queste cose intestate a loro e non com’è d’uso ad un presta nome residente in un paradiso fiscale.Però le lacrime ci hanno commosso, ci hanno riportato uguali tra gli uguali, e quella parola deind … deindicizzazione, così difficile da pronunciare, che quando spiegata non fa tanta paura. Perché è spiegata bene, in modo pacato, da una persona che ha l’aria per bene – mica come quel buffone là! Quella parola alla fine vuol dire che le pensioni che resteranno non saranno più legate all’andamento dell’inflazione, e che quindi, pian piano, sarà proprio come non prenderle, perché il costo della vita aumenterà e il reddito resterà sempre lo stesso.
(Detto così è più semplice ma più chiaro.)Forse devo scusarmi con la Ministro, ma ammetto di essere rimasta del tutto indifferente dinnanzi al suo pianto. Forse perché le mie lacrime le ho già piante tutte, forse perché ho già fatto il callo a lavorare per poco e sopravvivere, forse perché col fatto che io una pensione non l’avrò mai ci ho fatto pace da un pezzo. Forse perché prima degli altri ho compreso che fino a quando va, lascerò che vada e quando non andrà più saluterò questo cacchio di mondo.Un cambiamento reale sarebbe stato quello di rientrare del maltolto, delle mazzette e delle cifre spropositate date come bonus ai ladri di stato, la patrimoniale pesante per chi si è arricchito lasciandoci in eredità la carestia, e tutte quelle altre cose che non si possono dire, perché sarebbero oltraggiosamente troppo comuniste. Ecco, davanti a un po’ di giustezza ed equità, sì, mi sarei commossa anche io.

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