09 giu 2011

Questa Italia non la vogliamo!!!!

Non posso che iniziare il pezzo commentando il caso Cesare Battisti e la liberazione di oggi, che sta dividendo l'Italia intera.Sopratutto vedere la rabbia dei nostri governanti insieme a quella parte d'Italia fascista ripeto fascista sì proprio loro,dopo gli “indignados” spagnoli,ecco quelli de noatri,mica si sono indignati perche’ salari e pensioni sono i piu’ bassi del mondo occidentale,o perche’,nel 2011 i disoccupati sono aumentati comprese le tasse,sopratutto per le classi disagiate,o perche’ intere regioni sono in mano a bande criminali,o perche’,pezzetto dopo pezzetto,stanno smantellando tutti i diritti che abbiamo,o perche’ un massone amico di mafiosi e col vizietto delle ragazzine fa il presidente del consiglio;NO!Come un branco di cani rabbiosi,si avventano su un poveraccio che non conta nulla.E allora mi chiedo anche dov’erano questi cialtroni,mentre Craxi faceva il latitante a 2 passi dall’Italia?Mentre venivano assolti gli imputati della strage di Brescia?senza dimenticare tutte le altre stragi compreso tutti quei nazifascisti che hanno sterminato migliaia di cittadini italiani,e non hanno avuto nessuna condanna!!Quindi la mia solidarieta’ va al sig.Battisti,spero proprio si stia gustando un bel cocktail su una spiaggia di Copacabana alla faccia di chi lo vorrebe insieme a Cuffaro.

Intanto quello che fa preoccupare oltre ai grandi problemi del paese,è la credibilità a livello internazionale lo dimostra il pezzo sull'Economist che riporta oggi la Repubblica,dice:
L'Economist torna a mettere Silvio Berlusconi in copertina. Dopo la celebre cover del 2001 in cui l'attuale presidente del Consiglio veniva definito come inadatto ('unfit') a governare il Paese per via dei suoi molteplici conflitti di interesse, ora la rivista britannica rilancia con un'immagine sorridente del premier cui è sovrimposta la frase "L'uomo che ha fregato un intero paese". Nel numero della rivista in edicola domani, che contiene anche un rapporto speciale di 14 pagine sul nostro Paese in occasione dei 150 dall'unificazione, l'Economist pubblica anche una column dal titolo significativo: "L'era Berlusconi graverà sull'Italia per anni a venire". La tesi di fondo è che le politiche di Berlusconi hanno gravemente danneggiato il Paese e prodotto un decennio di crescita bassissima caratterizzato anche da una costante perdita di produttività. E per recuperare il tempo perso, occorreranno anni e duri sacrifici.
Quando ancora una volta,la stampa internazionale da dei giudizi così impietosi e senza alcuna replica, significa che siamo proprio messi male! C’è poco da scherzare, la realtà italiana è questa, un paese che da ventanni è prigioniero di se stesso, bloccato nel suo sviluppo perchè la priorità sono: leggi ad personam, riforma della giustizia, smembramento della Rai tv, una legge elettorare che definirla un obrobio è il minimo, il Parlamento trasformato in una passerella per stelline in cerca di gloria…ecco l’Italia, ma noi, questa Italia non la vogliamo e a colpi di democrazia sapremo dobbiamoooo riportare il nostro paese sui binari della legalità, dell’etica e della morale. Se siamo 4 a 1, lunedì dobbiamo essere 4 a 2 e continuare così.
Inoltre oggi il grande condottiero ha annunciato la riforma del fisco prima dell'estate(leggi)voglio proprio vedere,ci faccio uan risata...hahahahaha se si pensa che Unione Europea ha chiesto da tempo all’Italia una manovra correttiva di 40 mld da presentare entro settembre,raccomandando di non procedere a nessun taglio delle tasse.Bisogna quindi tenere sotto controllo il debito pubblico ridurre il deficit.Finora se n’è parlato poco, quasi per niente, proprio perché è un autentico dramma. Cosa si inventerà Tremonti? In primo luogo pone un veto grande come tutta l’Europa sulla implorata manovra fiscale da parte di Silvio:bellezza, qui non c’è nemmeno un euro,perciò smettila di rompere i Maroni. Dove prenderà tutti questi soldi? Vedremo,io immagino di già...chi paghera? Noi... Sappiamo che la crescita del PIL è fondamentale per sostenere il debito pubblico ma molto difficile da ottenere in tempi brevi data la disastrosa situazione del settore pubblico e l’impossibilità di tagliare le tasse,non ci sarà alcun rimedio efficace di breve medio periodo, che è in ballo l’intero settore pubblico e il sistema pensionistico dove ci sarà da mettere mano alle cesoie ancora una volta...e mica sulle pensioni dei signori Ministri....e no a pagare saremo sempre noi cittadini....
E allora dico alla sinistra che si deve fare sentire...boia deh!!!che guardano al di là del proprio naso e non solo ai tatticismi per guadagnare qualche oltrona di comando!!!Dovrebbero rendersi conto che la situazione è drammatica, che serve una svolta culturale, che sulla credibilità della classe dirigente e sulla responsabilità di tutti i cittadini italiani dovrà basarsi il futuro di questo paese. E’ per questo che è auspicabile una richiesta sopratutto  nel programma della sinistra sulla riforma dell’organizzazione e dei costi della politica, non perché risolva in sé i problemi del debito ma perché darebbe un chiaro segnale al paese “ saremo noi i primi a fare sacrifici”. Una mera illusione? Può darsi, ma se non si intraprenderà questa strada è molto probabile che nel giro di qualche anno la “rivoluzione” si parla tanto non sarà più una chimera.Questo sistema, in ogni caso,Italia o non Italia  non funziona più. Dopo aver perso l’indipendenza della politica monetaria, gli stati UE hanno perso anche gran parte della discrezionalità nella politica fiscale. Il cervello unico centrale che pone parametri e condizioni al limite del sopportabile a un insieme di stati abitati da 500 mln di persone, con situazioni economiche sociali e soprattutto fiscali disomogenee, non può funzionare. In sede europea dovrà esserci un ripensamento della politica economica pena ritrovarsi a che fare tra qualche anno con grossi problemi!!!

Liberi voi,liberi tutti(Rita Pani)
Oh no, l’Italia non ci può stare alla decisione del Brasile di liberare Battisti, perché l’Italia esige giustizia per le sue vittime, e i criminali devono stare in galera. Ecco, non farebbe una piega se l’Italia fosse ancora un paese civile, invece, leggere oggi le dichiarazioni ufficiali di questo governo criminale, lascia basiti. Un po’ come se dovessimo assistere alle invettive di Pacciani, rammaricato perché un estraneo gli avesse violentato le figlie. Perché questa è l’Italia.Leggerle oggi, poi, lascia ancora più indignati dato il grande impegno che in tanti stanno spendendo per far sì, che alla fine il Referendum passi sul serio, e molto di più dovremmo indignarci, io temo, proprio se quel referendum lo vinceremo noi. Abbiamo in mano il potere per dire che da popolo civile, rigettiamo il “legittimo impedimento”, ossia possiamo rivendicare il diritto di essere tutti uguali davanti alla legge, ma il governo malavitoso ha un potere in più, che è quello di aggirare la volontà popolare, ricorrendo all’ennesima legge ad personam: la prescrizione breve.
Con l’arroganza che li contraddistingue e col
disprezzo che questi criminali hanno di noi, non mostrano di avere nemmeno un briciolo di pudore, e fanno sapere al Presidente della Repubblica, che questa sarà davvero l’ultima legge fatta su misura per il premier di una nazione che di democratico non ha più nulla.Nulla di indecoroso resta racchiuso tra le mura dei palazzi, ormai. Il processo di normalizzazione è terminato, e il peggio si può lanciare in faccia a chiunque, sapendo bene che non sortirà nessun effetto, se non quello urticante, solo per chi ancora, guarda, vede e ragiona. In quest’Italia dove si rischia quando si rivendica il proprio orgoglio gay, nessun rischio per chi rivendica il proprio orgoglio di schiavo, “schiavo libero”. È potuto accadere anche questo, un congresso di schiavi, felici di rivendicare la propria schiavitù. Tutti nomi che si son fatti importanti col tempo, tutta gente ben vestita, e con i portafogli ingolfati di danari: il danaro che il padrone – che tutti assicurano sappia essere generoso – ha speso, per far sì che gli schiavetti, gli ultimi anelli della catena alimentare, sognassero un giorno lo potessero annusare da vicino, e son invece rimasti per strada, davanti a un tribunale, con venti euro e un panino in mano.Volevano la libertà, questi italioti imbecilli, e invece l’hanno consegnata a lui, l’unico davvero libero in Italia. L’unico che è libero di far commercio col destino di una nazione, con i nostri diritti e con i nostri doveri (quelli che segnano il significato più alto di libertà, quella vera). Libero di utilizzare i tribunali come veicoli pubblicitari per le sue campagne di propaganda. Libero di usare il Parlamento per leggi ridicole che pagano i conti alla lega. Libero di svendere la nostra vita al miglior offerente, quello che sul piatto mette sempre l’interesse privato, sia esso il danaro o l’impunità.Stupidi italioti imbecilli, pensavate davvero che avrebbe diviso con voi la sua libertà? Quello che non avete capito è che lui a voi non deve nulla, ma al contrario sarete voi a dover rendere quei venti euro con gli interessi. Perché questa è la mafia, quella che non fa nulla per nulla. C’è sempre il conto da pagare, un bilancio da pareggiare. Arriverà il giorno che vi sarà negata la giustizia, perché ha dovuto correggerla per lui, o il giorno in cui vi dirà di evadere le tasse non pagando il canone della RAI, senza però dirvi che da voi la multa arriverà e dove non basterà la multa arriverà Equitalia, e chissà, magari ricorderete che la TV di stato l’ha smantellata lui, libero di farlo, per incrementare i suoi interessi privati.L’unica libertà che vi è rimasta, italioti imbecilli, è quella di liberarvi. È l’unica cosa saggia che uno schiavo possa fare, soprattutto quando a stringere un po’ di più la catena che quel criminale vi ha posto al collo, vi ha mandato giuliano ferrara. Liberi voi, liberi tutti.
Rita Pani (APOLIDE)

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