13 gen 2011

Gonzalo Rojas "L'amore per il corpo"


Ti bacerei sulla punta delle ciglia e sui capezzoli,
ti bacerei turbolentemente, timidona mia,
in quei muscoli di individua candida,
toccherei quei piedi per un altro volo e più aria
che quest'aria felina della tua fragranza,
ti chiamerei spagnola mia, francese mia, inglese, ragazza, nordica boreale,
spuma della diaspora della Genesi.
Cos'altro ti direi da dentro?
Greca, mia egiziana, romana per il marmo?
Fenicia, cartaginese, o pazza,
pazzamente andalusa nell'arco di morire
con tutti i petali aperti
tesa la cetra di Dio,
nella danza della fornicazione?
Ti sentirei guaìre, ti andrei mordendo fino agli ultimi papaveri,
mia posseduta, ancora ti farei impazzire là,
nella freschezza cieca,
ti nuoterei nell'immensità insaziabile della lussuria
riderei frenetico la frenesia coi tuoi denti,
mi porterei via l'oppio della tua pelle fino all'eburneo di un'altra purezza,
sentirei cantare le sfere esplodenti come Pitagora,
ti leccherei,
ti annuserei come il leone la sua leonessa,
per il sole, fallicamente mia, ti amerei!

1 commento:

Giusy ha detto...

C'è tanto desiderio in queste frasi...
di passione,sensazioni ed emozioni.
Sono molto forti e intensi.
Bellissima.
Mammamia l'ho letta tutta dun fiato.
Wow!
Serena notte.