01 dic 2010

Cara Binetti :Come fosse antani, la supercazzola con scappellamento...."A destra, per due."

Ieri mentre rendevo il giusto tributo ad un grande Italiano MARIO MONICELLI  immaginavo che qualcuno "senza rispetto" avrebbe criticato la sua scelta....Infatti oggi nel giorno dei funerali è scoppiato un caso,sopratutto dopo l'intervento della Binetti alla camera.(Leggi qui) a dir poco scandaloso e irrispettoso verso un grande regista che ha fatto onore all'Italia ed agli italiani,un “amico” che  ha fatto tanto ridere e pensare,un “viareggino” beffardo e carnevalesco,un intellettuale capace di analisi profonde, una persona di grandi ideali,quelli della sua gioventù; una persona seria e severa con gli altri ma soprattutto con se stesso..

Quindi non mi sembra giusto sentire certi commenti da persone insignificanti come la Binetti....Trovo che chi esprime giudizi sulle scelte fatte da un uomo,scelte che riguardano solo lui e che sono l'espressione di libero arbitrio,pecca terribilmente di presunzione.Nessuno può, perché non ne né ha alcun diritto, esprimere critiche o peggio ancora emettere giudizi, sia esso mosso da motivi di tipo confessionale che di altra natura.Ma qualcuno (me compreso) ha idea di cosa possa passare per la testa di una persona di 95 anni malata e sofferente, e quale sia il suo stato psicologico? Diamo tutti per scontato che togliersi la vita sia una decisione che si prende con leggerezza, così, per togliersi il pensiero, facile farlo come dirlo? Non siamo forse noi tutti che pecchiamo di presunzione e pretendiamo di giudicare una condizione che, spero, nessuno di noi ha avuto la sfortuna di conoscere? Se fosse così semplice decidere a priori, non pensiamo che anche regolamentare l'eutanasia sarebbe molto più facile? Che ne sappiamo che le nostre convizioni da persone sane resterebbero le stesse se ci trovassimo in condizioni disperate? Io stesso, sana e nel fiore degli anni, sostengo che preferirei poter decidere della mia vita invece che restare attaccata al respiratore.


Poi leggo frasi come "la vita è un dono"; ma un dono di chi? E se poi è vero che è un dono, chiunque riceva un dono è libero di farne l'uso che vuole, altrimenti che dono è? Io credo e continuo a ribadire quello che ho sempre pensato ed espresso in merito. La vita appartiene solamente a noi, è il bene più prezioso che abbiamo, perché tutti gli altri di cui potremmo disporre, affetti compresi, dipendono dall'essere prima di tutto in vita. Ma il giorno in cui questa vita dovesse trasformarsi in un qualcuna di intollerabile, in un incubo, in una fonte di dolore, insomma diventare una non-vita, credo  e ribadisco ancora che ognuno dovrebbe essere libero di fare le proprie scelte e di essere adeguatamente supportato senza essere per questo nè lodato nè demonizzato.Questo vuol dire rispettare gli altri, non certo muovere critiche, o tranciare giudizi sulla base delle proprie convinzioni, che non è detto che siano dalla parte giusta. E per concludere resta solo la tristezza per la morte di un grande uomo, rabbia per chi pretende di decidere per lui,sempre e comunque, nel nome di sacri pricipi... Mario aveva  proprio ragione, in Italia ci vuole una rivoluzione laica per affermare i valori delle libertà individuali, la libertà di pensare e agire con la propria testa, guidati solo dalla propria coscienza e dalle leggi dello stato.
Cara Binetti :Come fosse antani, la supercazzola con scappellamento...."A destra, per due." (Citazione Amici miei)

Uno dei suoi desideri era quello che fosse suonato "Bella ciao" per il suo funerale
ecco compagno Mario è tutta per te:

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