09 ott 2010

Vajont

Duemila morti in quattro minuti di apocalisse......
Il 9 ottobre 1963 alle ore 22,39 cinque paesi vennero distrutti da un'onda della portata di 25 milioni di metri cubi d'acqua.La diga del Vajont, la più alta diga del mondo (261,60 metri) è rimasta in piedi!!!
Una frana staccatasi dalle pendici del monte Toc (di 150 milioni di metri cubi di roccia) è precipitata nel bacino antistante la diga e 50 milioni di metri cubi d'acqua si sono alzati verso la diga ma solo la metà è passata dall'altra parte spazzando via dalla faccia della terra cinque paesi Longarone, Rivalta, Pirago, Codissago e Faè ed altre piccole frazioni, 1909 i morti accertati.
Ma cosa è successo realmente dal 1929 al 1963 nella valle del fiume Vajont?
                                                                      Prima del disastro
                                                                     Dopo il disastro
Tante volte ho sentito parlare della tragedia accaduta nel Vajont, ma non essendo cose accadute durante la mia generazione non avevo tutte le informazioni necessarie per avere un quadro completo,sapevo di per certo che era qualcosa accaduto ad una diga,e poi supponevo dal nome che veniva citato che la diga fosse in Francia,Svizzera....Poi un giorno di qualche anno fa ho letto un articolo, eh tack!! Stupore, il Vajont è una valle tra il Veneto e il Friuli!! In ITALIA! Allora il fatto è cominciato a girarmi nella testa, una diga? In Italia? Ma quando mai? Il pensiero nato allora ha cominciato a crescere,con il passare dei giorni quando sentivo dei termini che si avvicinavano alla faccenda tipo "disastro" o "tragedia" la mia curiosità si arricchiva di un nuovo punto interrogativo,e dopo un po' troppe domande pesano, pesano come un macigno,e come si sà quando troppe questioni rimangono in sospeso l'uomo per natura deve trovare una risposta… e allora mi sono lanciato alla ricerca di una fonte d'informazione plausibile,e leggendo le recensioni di un libro mi sono tuffato a capofitto alla ricerca di questo racconto del Vajont di Paolini-Vacis…due comici? Intrattenitori? attori teatrali? Mmh no le etichette non vanno mai bene.. ehm sono due che hanno messo in piedi uno spettacolo - cabaret, teatro,riflessione sulla strage del Vajont,e di questo spettacolo è stato fatto un libro a sé, un racconto che ho letto...

(Qui l'intero spettacolo)
Che cosa fu il Vajont, fu una strage perpetrata dall'Uomo,che l'Uomo poteva evitare e che l'Uomo alla fine ha voluto che accadesse, fatto sta che a subire le conseguenze ne siano stati gli Uomini innocenti. Su questo fatto vorrei aprire una parentesi, un piccolo ragionamento sul nostro modo di pensare, noi italiani abbiamo spesso l'abitudine di fronte ad alcune questioni di lasciar passare,di non affrontare le problematiche, con quel menefreghismo che per molti casi ci accomuna,quel "ma, si dai… tanto non succede niente.. tanto si mette tutto a posto..Questo accade anche per i fatti della vita, quel lasciar passare, osservare invece di intervenire a volte delinea nella nostra società una pigrizia o una malavoglia di fondo, concludo dicendo che in questo caso si ha sorpassato il limite, pensando più ai soldi, agli interessi di una mega -azienda piuttosto che alla vita delle persone comuni. Lo Stato che per prima cosa deve avere a cuore il bene e la salute della popolazione ha in quel caso come in molti altri ha voltato le spalle a tutti tenendo a cuore il bene di chi deteneva moneta sonante....
Il libro (come  dicevo dallo spettacolo teatrale)  tratta tematiche scientifiche,fisiche e politiche con il piglio di un racconto spassoso. Inizialmente i toni sbarazzini utilizzati suonano come una frana lontana migliaia di Km, ha il rumore di una mosca, che con il passare delle pagine si trasformano in veri e propri massi, lanciati a velocità incontrollabile, quelli che sto descrivendo io sono in senso figurato,quelli che caddero in quei giorni del 1963 furono metri cubi di massi veri!!Il Libro parte dalla tragedia per tornare indietro, indietro nel tempo alla ricerca di chi quella battaglia contro la diga la iniziò, il viaggio arriva sui paesi sovrastanti la diga, i paesi di Erto e Casso, che come dice ironicamente Paolini, hanno nomi che non stanno bene sui libri di storia.
L'opposizione della gente a proposito della diga del Vajont portata avanti dalla gente fu intrapresa contro la SADE, la società elettrica quasi - STATALE che costruiva ed avrebbe gestito la diga.
Una persona fece di questa lotta il suo credo, una donna, una giornalista, Tina Merlin fu il sassolino nella scarpa dei tanti capisaldi della diga e dei politici a Roma, fu lei a guidare la verità da tanti offuscata, perché in fondo oltre a lei, la gente sapeva che il terreno sopra la diga avrebbe ceduto.
La valle all'interno della quale venne creata la diga aveva su di un fronte il monte Toc, tutti sapevano che la composizione di quel terreno era estremamente friabile, persino alcune analisi degli esperti valutarono la diga un pericolo per gli abitanti.La vicenda così come si presenta ha una drammaticità di fondo che in questo racconto viene intelligentemente incanalata nella denuncia, nelle proteste dei paesani di Erto e Casso, le vicende di paese sono raccontate con un taglio bonario, a tratti con termini dialettali, mentre i dati fisici e scientifici sono esemplificati con esempi comuni, i termini usati riescono sempre ad identificare quel specifico trattamento o prova. La prova d'invaso, non sarà una vicenda per neonati alla conoscenza del vasino, ma bensì la prova effettuata riempiendo in diversi momenti la diga.Questo libro consiglio di farlo leggere ai vostri figli o a chi non conosce la vicenda, ha un prezzo irrisorio rispetto ai contenuti presentati, ed ha la capacità di fare un'ampia prospettiva su tuttala vicenda senza essere oppressivo in termini di lettura. La parola d'ordine è NON DIMENTICARE
OGGI DI MAURO CORONA:
 

2 commenti:

miropit ha detto...

Mi piange il cuore pensare che ci sono tante difficoltà di vita nella città, tanti disoccupati che sono come le nostre montagne.
Due figure che se messe insieme potrebbero farsi del bene. Mi chiedo, dove inizia l'italia e dove muore. Bisogna togliere il potere a Roma e portarlo nelle regioni. A Roma se ne fottono della montagna e questo perchè? Non c'è più patria.

ANAM ha detto...

Ciao e grazie del commento....Io dico ma importa a qualcuno,della montagna italiana,degli operai,dei disoccupati,di chi non arriva a fine mese?Pare di no... conta solo gli interessi personali....gli italiani saranno contenti:hanno eliminato l’ici(ricordi? bella trovata),però bisogna pagare il doppio per spese sanitarie, tasse varie(spese luce,acqua,gas ecc )....tornando alla montagna,esistevano le "Comunità montane" le sole che tutelavano il territorio montano ...se non sbaglio la nuova finanaziaria ha tagliato gran parte di queste...Mentre i costi,i privilegi dei governanti aumentano!!!! Povera Patria...