01 lug 2010


Bianche, alte e irraggiungibili, sembrano immobili ed eterne. Giocano con la nostra fantasia, sono quel che noi vorremmo fossero, sono quello che non vedremo mai. Ed ecco improvvisamente che mutano, cambiano aspetto. Improvvisamente, come donne capricciose, mutano e assumono nuove forme, diventano nuove immagini. Un cane, un cavallo, il profilo di un volto…Dio. Quante volte in quella gigantesca opera impalpabile ho visto il suo volto. Quante volte, spinto dal vento, l’ho perso. Quante volte ho alzato gli occhi al cielo per cercarlo in una nuvola nei momenti di tempesta della vita.
Claudio Pompi

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