04 giu 2010

LA SOTTILE LINEA ROSSA


LA SOTTILE LINEA ROSSA:
"Cos'è questa GUERRA stipata nel cuore della natura?
Perché la natura lotta contro se stessa?
Perché la terra combatte contro il mare?
C'è forza vendicativa nella natura?"
"Questo grande male da dove proviene? come ha fatto a contaminare il mondo? Da che seme, da quale radice è cresciuto?
Chi ci sta facendo questo? Chi ci sta uccidendo, derubandoci della vita e della luce, beffandoci con la visione di quello che avremmo potuto conoscere? La nostra rovina è di beneficio alla terra, aiuta l'erba a crescere, il sole a splendere? Questo buio ha preso anche te? Sei passato per questa notte?"

Un bellissimo Libro,che ho letto qualche anno fà(di cui è stratto fatto pure il film)sullo sbarco a Guadacanale(nella seconda guerra mondiale)però questo non è un libro sulla guerra,non è un libro sulla seconda guerra mondiale.Questo è un libro sulla crudeltà umana,sul senso della violenza,sulla guerra che ogni giorno ogni uomo combatte dentro di sè,sull'apparente crudeltà della natura che alcune volte fa apparire come inevitabile quella umana.... senza sondare particolarmente i loro animi e senza mai venire meno a questa dovizia di particolari,noiosi,atroci, scabrosi,eccitanti,conduce il lettore fin nel cuore della battaglia,dove ognuno si troverà trasformato da quello che l'autore chiama "torpore da combattimento". Non ci sono digressioni psicologiche,nessuna filosofia,solo le crude situazioniche i soldati si trovano ad affrontare e le loro reazioni, estremamente sanguigne,un libro sulla guerra non combattuta ma su quella che si scatena all'interno di ogni uomo quando è chiamato ad affrontarne una Così,mentre quei ragazzi vengono mandati al massacro come agnelli e nelle loro menti si assuefano e si anestetizzano,con estrema naturalezza,all'idea della morte e delle uccisioni(così permangono anche a battaglia conclusa quando sono ormai reimbarcati per le retrovie, per il periodo di riposo),il lettore si trova a chiedersi, o almeno questo è quanto è successo a me, se quella "bestia della guerra" che si scatena in ognuno di loro, non viva rintanata e ben nascosta anche nel proprio cuore, pronta a esplodere nel caso un giorno dovesse trovarsi in una situazione simile. In sostanza, il merito che attribuisco io a questo romanzo è quello di istillare nel lettore il dubbio che "non siamo esattamente quello che crediamo di essere", o almeno non solo; che ci sia qualcosa in fondo all'animo di ognuno, che nelle nostre tranquille vite da "civili" (...Borghesi? ...Borghesotti?) di cui neanche sospettiamo l'esistenza ma che nondimeno sarebbe in grado di sovvertire completamente, in una frazione di secondo, quell'ordine di valori, sensibilità e capacità di discernere il bene dal male, che molto faticosamente abbiamo imparato a conoscere e apprezzare nel corso degli anni

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