1 giu 2010

ROCCO SCOTELLARO


Ci hanno gridata la croce addosso i padroni
per tutto che accade e anche per le frane
che vanno scivolando sulle argille.
Noi che facciamo? All’alba stiamo zitti
nelle piazze per essere comprati,
la sera è il ritorno nelle file
scortati dagli uomini a cavallo,
e sono i nostri compagni la notte
coricati all’addiaccio con le pecore.
Neppure dovremmo ammassarci a cantare,
neppure leggerci i fogli stampati
dove sta scritto bene di noi!
Noi siamo i deboli degli anni lontani
quando i borghi si dettero in fiamme
dal Castello intristito.
Noi siamo figli dei padri ridotti in catene.
Noi che facciamo?
Ancora ci chiamiamo
fratelli nelle Chiese
ma voi avete la vostra cappella
gentilizia da dove ci guardate.
E smettete quell’occhio
smettete la minaccia,
anche le mandrie fuggono l’addiaccio
per qualche stelo fondo nella neve.
Sentireste la nostra dura parte
in quel giorno che fossimo agguerriti
in quello stesso Castello intristito.
Anche le mandrie rompono gli stabbi
per voi che armate della vostra rabbia.
Noi che facciamo?
Noi pur cantiamo la canzone
della vostra redenzione.
Per dove ci portate
lì c’è l’abisso, lì c’è il ciglione.
Noi siamo le povere
pecore savie dei nostri padroni.

1 commento:

ANAM il senza nome ha detto...

Dice che era un belluomo e veniva,
veniva dal mare...
parlava unaltra lingua per,
sapeva amare.
E quel giorno lui prese a mia madre,...
sopra un bel prato... ah,
lora pi dolce,
prima di essere ammazzato.
Così lei rest sola nella stanza,
la stanza sul porto...
con lunico vestito,
ogni giorno pi corto.
E bench non sapesse il nome,
e neppure il paese...
mi riconobbe subito, [mi aspetto' come un dono d'amore]
proprio all'ultimo mese. [fin dal primo mese]
Compiva sedici anni,
quel giorno la mia mamma...
le stofe di taverna
le cant a ninna nanna.
E stringendomi al petto che sapeva, sapeva,
sapeva di mare...
giocava la madonna, [giocava a far la donna]
col bambino da fasciare.
E forse fu per gioco,
o forse per amore...
che mi volle chiamare,
come nostro Signore.
Della sua breve vita, il ricordo,
il ricordo pi grosso...
tutto in questo nome
che io mi porto addosso.
E ancora adesso mentre bestemmio e bevo vino... [e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino]
per la i ladri e le puttane sono, [per la gente del porto mi chiamo]
Ges bambino.
E ancora adesso mentre bestemmio e bevo vino... [e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino]
per la i ladri e le puttane sono, [per la gente del porto mi chiamo]
Ges bambino.