07 feb 2012

Nel nome della crisi si cancellano i diritti...

Abbiamo lottato tanto per mandare a casa un governo di ruffiani, puttane e malviventi e ci ritroviamo con un governo di banchieri.Nel nome della crisi vengono cancellati diritti che con la crisi non hanno proprio nulla a che spartire.Se si pensa di come il nostro paese nel secolo scorso sia uscito dalla guerra di come si è ripreso, ricostruito,dotato di un welfare a livello delle migliori democrazie,distribuito la ricchezza,sindacati,libertà individuali,una Costituzione invidiabile.Negli anni settanta le rivendicazioni sindacali e le lotte dei lavoratori hanno ottenuto lo statuto dei lavoratori,l’articolo 18.Si parlava dell’Italia, fino a poco tempo fa,della 6 potenza industriale mondiale.Oggi la Germania,nonostante la tanto fantomatica globalizzazione,si tiene strette tutte quelle conquiste,che faticosamente ci eravamo conquistate anche noi,ed è la locomotiva d’Europa,noi,invece,siamo sprofondati nel baratro,nella depressione,nell’auto flagellazione,nel farci male da soli invece di andarli a prenderli tutti per la collottola e a calci nel sedere per lo scempio che stanno facendo al paese.
Ma come,abbiamo 46 contratti atipici che determinano precarietà, che rendono il lavoro un oggetto e facendo scempio della dignità delle persone, dei lavoratori (giovani in particolare) e hanno ancora bisogno di altra macelleria sociale? L’articolo 18 non interessa all’Europa, è una loro invenzione per toglier le ultime foglie rimaste nel carciofo dei diritti dei lavoratori.Praticamente ci stanno chiedendo di farci carico di 120 miliardi di evasione fiscale,50 di corruzione,60 delle varie mafie,senza pagare pegno. E, quel che peggio,lo vogliono far pagare pesantemente alle nuove generazioni.
E allora mi rendo conto che ogni giorno che passa ci avviciniamo sempre più alla Grecia,ho visto proprio l'altro giorno un servizio di un paese sul lastrico,con persone che vanno nei boschi a tagliarsi la legna per riscaldarsi,persone che non hanno più energia elettrica e accendono le candele,ospedali senza farmaci,bambini con sintomi da denutrizione (incredibile!)cioè una situazione simile alla fine della seconda guerra mondiale,ma c’è stata una guerra? Il debito della Grecia era di 120 miliardi,la Grecia è in Europa, solo per salvare le banche sono stati versati (solo da Inghilterra e USA) non 120 miliardi ma 3500 miliardi. Primo quesito quanto valgono gli Stati? Quanto vale la sovranità di uno Stato?Ancora in Europa abbiamo una banca:la BCE, i soldi della BCE sono soldi pubblici (tasse dei cittadini europei)tali danari sono quindi dei Cittadini la BCE non può prestare danaro agli Stati, ma alle banche private invece sì,e li presta all’1%.

Se si pensa all’Italia sappiamo invece che per finanziare il suo debito deve attingere al mercato finanziario e alle banche private pagando il 6-7 % differenza 5-6- punti. I cittadini e le imprese (medie e piccole) cioè il “capitalismo produttivo” paga ancora di più ovviamente (perché le banche devono coprire il rischio maggiore rispetto all’acquisto dei BOT per esempio). Domanda perché la BCE non presta i soldi all’1% allo Stato? La differenza di interessi potrebbe essere utilizzata per lo sviluppo, lo sviluppo farebbe crescere il PIL e il rapporto debito PIL si abbasserebbe e quindi diminuirebbero le tasse e si potrebbe abbattere gradualmente il debito.Ragionamento illogico? Fitoussi mesi fa, a Servizio Pubblico, disse di prestare (BCE) i soldi agli Stati, si sarebbe interrotta la speculazione (mancava la trippa per gatti).Chi fa la speculazione?A parte i parvenu dei piccoli “giocatori” che non controllano un bel nulla e che si chiamano “ parco buoi”, vi sono grandi banche d’investimento (alcune delle quali giocano dando i voti agli Stati: rating),i fondi d’investimento cioè quelli che gestiscono anche le pensioni in molti stati (ora capisci perché ci stanno fottendo le pensioni... forse sperano che si facciano pensioni complementari così ci fregano anche la liquidazione) .Non so quanto questo capitalismo finanziario, questo liberismo sfrenato resisterà senza sangue,ricordo che la crisi del 29 fece arrivare, democraticamente Hitler al potere, oggi non so come e se si manifesterà l’”apocalisse”...
L'unica cosa che posso dire è che a me sanguina il cuore pensando al nostro futuro a quello della mia Patria,e non tollero i discorsi che hanno fatto i nostri governanti in questi giorni e non vorrei più che i miei Concittadini si affidassero sempre a uomini del destino,neppure se si chiamassero monti o fornero o passera ecc. perché chi è al potere deve essere servo dello Stato (anche Ciampi era un “banchiere” ma aveva un altro modo di concepire il suo ruolo e soprattutto non bazzicava club come; Il club Bilderberg )La democrazia è fragile, va difesa e la parola democrazia significa potere del popolo, dei Cittadini, noi dobbiamo difendere il nostro potere!!!
Le ministre(Rita Pani)
Il problema più grosso, urgente e importante, la vera emergenza di questo paese mutilato è il distacco dalla realtà, la dissociazione, che vive la classe dirigente. Questo problema però, non vedrà soluzione, perché è simile a una psicopatologia. Nessun malato di mente – arrivato a uno stadio così grave della patologia - sarà in grado di riconoscerlo autonomamente, e di conseguenza scegliere di essere curato.Una volta si diceva “Potere al Popolo.” Oggi bisognerebbe esigerlo in maniera più decisa, senza troppi strilli, senza perdere la voce. Aggredire la Fornero ricordandole che la figlia è stata la vincitrice di due preziosissimi e illusori “posti fissi” è quasi banale. Obbligarla ad infilarsi le nostre scarpe, per farci dentro un giretto lungo qualche anno, sarebbe una giusta condanna. Credo che arrivati a questo punto di non ritorno non sia più sostenibile che si lasci parlare della nostra fame, chi è gonfio di cibo, chi gira satollo ruttandoci in faccia il suo “troppo pieno”.Non è più tollerabile l’insulto dell’ipocrisia, l’arroganza dell’ignoranza, intesa proprio come non conoscenza.
Non è più pensabile che si possa restare in attesa del domani, ponendo fiducia in chi vive benissimo l’oggi. E meno che mai – da donna e madre – posso tollerare che ad oltraggiarmi sia un’altra donna e madre.Di solito, quando si resta allibiti davanti all’arroganza del potere ignorante, si tende ad augurarle, le cose. Ma l’augurio è come un sogno che non si avvera mai.La maledizione è lanciata per consolare noi stessi, per sfogare la rabbia,per rimetterci in pace.Non è più tempo di auguri: dovrebbe essere davvero quello delle condanne,migliori di un carcere più o meno comodo a seconda di quanto si possano pagare le guardie, o gli arresti domiciliari nei superattici del centro di Roma.Una di quelle condanne alla vita reale,una di quelle che dice: “Benvenute nel mio mondo, signore ministre!”Ho visto mia figlia partire quando era poco più alta della valigia che si portava appresso,l’ho vista sparire tra la folla di un aeroporto, e io quell’immagine non me la scordo mai, dopo che aveva studiato e faticato in quest’Italia che si era scordata di dirle che la sua fatica valeva meno di nulla, perché l’Università italiana non prevedeva di poterle dare davvero una laurea. Così è dovuta andare dall’altra parte del mondo anche per finire i suoi studi, e non vicino a una madre che un giorno sarebbe diventata ministra, e che si sarebbe arrogata il diritto di oltraggiare tutte le madri come me, che prima ancora di veder sparire le figlie, hanno dovuto partire loro stesse, per provare almeno a prendersi il diritto alla vita.
L’altro giorno ho sentito la Fornero rivendicare il fatto di aver gettato solo una lacrimuccia, e di non essere – come certa stampa l’aveva definita – una fontana di lacrime. Ecco, scrissi in tempi non sospetti che quella lacrima era un oltraggio, e mi spiace non essermi sbagliata. Se fosse eseguita la condanna, la Fornero piangerebbe eccome. Come ho pianto io, così tanto da averle finite le lacrime, svegliandomi ogni giorno, e andando a dormire ogni giorno, pensando a mie figlie che avevo lontano.Questa gente non conosce vergogna e non conosce pudore. Traducono la vita in numeri, in fantasia. Come sempre e meglio di sempre, fingono di pensare come svedesi, ma governano l’Italia nella piena tradizione dell’italianità più becera e amorale. Soltanto in Italia è lecito sputare addosso a chi fatica per respirare. Soltanto in questo paese corrotto peggio di un paese latinoamericano o dell’Europa dell’est, puoi sentirti dire che è giusto che il padrone licenzi a patto però che trovi un altro lavoro al licenziato.E tutta questa imbecillità, alla fine è lecita perché nessuno dirà mai alle signore ministre che sono idiote quanto i loro predecessori, e quanto loro impresentabili, vergognose e urticanti. Io le condannerei davvero alla vita. A vita. (Io non riconosco questo stato. Io non riconosco queste istituzioni.)

4 commenti:

Tea ha detto...

Non avevo visto il filmato sulla Grecia e mi ha terrorizzato pensando al nostro futuro. Mi e' venuta una tristezza infinita anche leggendo,Rita e rendendomi conto che non solo io penso che questii "tecnici" ci stanno prendendo in giro e fregandoci alla grande!
Tea Cernigoi

ANAM ha detto...

Ciao cara Tea,hai visto in che situazione sono in Grecia?come si sono ridotti,non hanno piu la forza neanche di protestare..Speriamo di non arrivare anche noi a questa situazione...buonagiornata

Tea ha detto...

Cerchiamo di vedere positivo, ovvero cerchiamo di essere tutti uniti (al di la' delle piccole differenze) noi che vogliamo ribellarci , perciò esorto i gruppetti e gruppuscoli a fare dimostrazioni unitarie e non spezzettate per l'ambizione dei piccoli boss. Sempre uniti vinceremo!

ANAM ha detto...

Sono daccordo Tea,come diceva una famosa canzone "El pueblo unido jamas serà vencido"