02 feb 2012

Che noia il posto fisso....

In questa realtà di disperata disoccupazione (31% fra i giovani),Monti dice:"Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita", "Si abituino ad accettare nuove sfide" è sì sentire queste stronzate dette da un capo di governo fa cadere le braccia..Ma che speranza abbiamo se ogni governo che succede un altro è guidato da gente sempre più anormale? Il Sig.Monti lo costringerei a lavorare pure lui a progetto a 600 euro al mese,cominci a rinunciare ad essere senatore a vita e alla pensione retributiva che si sta ciucciando.Cominci a rendere precarie le banche (che monotonia non riuscire a fallire e a non pretendere soldi dalla BCE all’1%) da cui ha attinto i suoi uomini e donne chiave al governo,dica loro: “ che bello poter chiudere la banca ed essere banca precaria” “che si abituino le banche a nuove sfide”… non sostengono forse “i liberisti” che l’economia si autoregola e allora che falliscano! Vi ricordate quando introdussero il lavoro flessibile (precario) sembrava fosse la panacea dello sviluppo, si è visto.!!
Monti invece che dedicarti all’onanismo televisivo, risolvi i problemi (quelli veri) EQUAMENTE cazzo! Ci stanno dicendo che la soluzione per il futuro del nostro Paese è la precarietà per tutti, stanno dicendoci che è bello essere precari, non avere la possibilità di fare figli, di comprarsi casa, di avere una pensione dignitosa, di avere la possibilità di fare un mutuo,di essere ricattabili e “nudi” alla merce di un tozzo di pane. Il danno più grande che è stato fatto da questa politica di cricche è stato rompere e spezzare il patto generazionale.Ha ragione l’operaio che ha mandato a cag. Il Castelli a “Servizio Pubblico”. Il lavoro interinale (sarebbe da chiamarlo per quello che è: Sfruttamento del precariato) doveva creare lavoro e sviluppo (oggi si vede il risultato). Ha creato lavoratori sempre meno competenti,ha impoverito le aziende (si crea lavoro che non cresce in competenze) ha frenato la competitività delle imprese, ha ridotto la produttività,perché il precariato demotiva.
E’ un disastro sia dal punto di vista sociale che imprenditoriale.Favorisce infatti dolo lo sviluppo di aziende dequalificate che resistono sul mercato per i bassi costi non per l’alta qualità (vedi Germania) cioè si evita di de-localizzare le industrie decotte e di basso valore aggiunto e si impedisce lo sviluppo delle innovative. Nel frattempo i nostri migliori giovani, i più formati mandano a cacare questa Patria Matrigna e vanno all’estero,noi li abbiamo formati e poi li abbiamo fatti fuggire regalandoli alla concorrenza  nel 2010 70.000 giovani se ne sono andati.Soluzione di questi incapaci che governano…"rendiamo tutti precari per non annoiarci "così emigreranno anche gli altri… 
Che due palle il lavoro!(Rita Pani)
Ieri notte, leggendo i lanci di agenzia, ho trovato la dichiarazione del Professor Monti, e aggiornando il mio status su Facebook, ho ceduto al turpiloquio. Ora davvero vorrei scusarmi, ma non posso. Ho scritto “Monti: "Che monotonia il posto fisso I giovani si abituino a cambiare" ... [Così, va ... nemmeno più un poco di pudore. Brutto figlio di troia!]”Credo, in fondo, che il nostro cedere al turpiloquio sia ancora la salvezza per gente così. Ci accontentiamo di augurare male, di mandarli là dove dovrebbero andare, e a volte quando ci assiste la fantasia, riusciamo ad immaginare scenari più apocalittici, vederli arrancare nella vita, tali e quali a noi. È la loro fortuna, perché una parolaccia non gli ammazzerà.oggi mi scrivono che è vilipendio, che non devo permettermi, che comunque è meglio di quell’altro tizio, e che almeno il rispetto è dovuto alle istituzioni. Rispetto? Nemmeno un po’.
È sì vilipendio, ma vilipendio al cittadino. Al lavoratore, a chi fatica, al giovane a cui è impedito di sognarsi una vita possibile. Con Monti non si tratta più di arroganza del potere, ma di semplice fantascienza, una sorta di delirio di onnipotenza, di chi sa di avere carta bianca, di poter fare esattamente qualunque esperimento sulla pelle di cavie innocenti – e le cavie siamo noi. Testano il sistema, spingendosi fino al limite, stando in attesa di vedere la corda spezzarsi, e anche quel giorno sperimenteranno ancora, magari la repressione, l’esercito, gli arresti di massa. E in effetti lo stanno facendo già.Il nonno bonario si affaccia alla televisione per annunciare uno dei suoi già famigerati slogan: salva Italia, cresci Italia e ora la “monotonia del posto fisso”. E sai che palle avere un lavoro di routine, che ti devi alzare la mattina per andare a lavorare, e che poi a fine mese ti danno uno stipendio col quale puoi addirittura pagarti l’affitto e il riscaldamento, il canone della RAI, e le sigarette. Che due palle, sapere che lavorerai ogni giorno della tua vita, fino ad arrivare alla pensione! Meglio cambiare in nome della mobilità tutta italiana: lavori tre mesi al calla center e poi ti licenziano, fingono di far fallire la ditta e ti riassumono il giorno dopo sempre per tre mesi ma con un contratto sempre più sfavorevole, con la nuova formula contrattuale che recita: “se ti va è così o sennò pigliatela in culo, che tanto fuori di morti di fame come te, c’è una fila.”
La politica non politica ora siede in Parlamento, fortemente voluta da tutti i partiti italiani – anche quelli come la lega che hanno fatto finta di fare opposizione – per fare il lavoro sporco, quello che tutti si son guardati dal fare, dire e persino pensare. Il nonno non politico, il professore che sembra essersi laureato da Vanna Marchi, coadiuvato dai suoi maghi Do Nascimento sputano in faccia al volgo, certi di restare impuniti, perché appunto, oltre che mandarli a fare in culo, che si fa?Non mi stancherò mai di dire che la vera Rivoluzione Italiana, sarebbe quella di prenderli uno per uno e condannarli a finire i loro giorno vivendo. Vivendo la vita che loro hanno destinato a noi, di fame e precariato, di pensioni minime che ti obbligano all’assistenza della Caritas, di denti che cadono senza poter essere rimessi in bocca, di calzini bucati e scarpe consumate. E per le signore l’eleganza a cinque euro comprata dai cinesi, le borse di Dolce e Poiana comprate dal negretto al mercato dopo lunga contrattazione. Poco pane e poca pasta, e non perché sei a dieta, ma perché di più non ne puoi comprare.Gente così, mi vilipende ogni volta che respira. E ribadisco: gli fosse rimasto almeno il pudore. Dovrebbero andare in televisione con un paio di mutande sulla testa, per poter parlare con me.



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