09 feb 2011

STEFANO BENNI "LE BEATRICI"

Ho letto in questi giorni questa opera di Stefano Benni "LE BEATRICI" Un libricino stupendo che,nelle sue 90 pagine scarse,raccoglie tutte le “armi” di questo autore:dal feroce sarcasmo politico e sociale di "La mocciosa" e "La presidentessa"  alla pura comicità di "Suor Filomena" dal monologo introspettivo di "Attesa" e "Vecchiaccia" alla folle poesia di "Amour Monet" per finire con la meravigliosa canzone scritta per De Andrè di cui era molto amico(vedi sotto)... Da precisare che prima di essere un libro,"Le Beatrici è stato uno spettacolo teatrale" però la capacità descrittiva dell’autore,riga dopo riga,è in grado di farcelo gustare anche attraverso questo pagine!!!!

TRAMA:
Una dantesca Beatrice dei nostri tempi, un’adolescente crudele,una presidentessa che si nutre dei propri operai in esubero,una suora ironicamente ninfomane,una donna che vive d’attesa,un’anziana signora incattivita dall’età,una vecchietta sognatrice e una licantropa:sono queste le otto protagoniste della raccolta di monologhi di Stefano Benni.Otto donne,otto metafore perfette dei giorni che viviamo,di questi tempi crudeli,pregni di solitudine,carnivori.Benni ritrae con la sua penna queste otto figure con un’ironia amara, spiazzante aggiungendo, tra un capitolo e l’altro ballate che l’autore ha raccolto e scritto nell’arco degli ultimi 10 anni e che sono perfettamente in linea con questa raccolta che non fa sconti a ciò che siamo... E devo dire che ancora un volta Benni non delude.Come solo lui sa fare,o forse come solo lui ha il coraggio di fare,trasforma la realtà in una canzone,una ballata,una poesia....Il mondo fotografato da Benni è un mondo profondamente contraddittorio, fatto di valori palesati ma mai perseguiti,di falsa umanità,di prepotenze che chiamiamo potere e di scandali che diventano barzellette.

QUELLO CHE NON VOGLIO(Una canzone per Fabrizio De André)
Io non voglio morir cantante
Se al buon sonno del padrone
Servirà la mia canzone
A gola storta voglio cantare
Ringhio di porco e romanze nere
Voglio svegliarvi col fiato ansante
Io non voglio morir cantante
Io non voglio morire poeta
Di ogni passione sceglier la dieta
Gioie, amorini e dolori piccini
Da imbalsamare dentro il rimario
Della giuria al valor letterario
Coda di sangue ha la mia cometa
Io non voglio morir poeta
Io non voglio morir artista
Accucciato come un vecchio cane
Sotto il trono del re di danari
Tra leccaculi e cortigiane
Che alle mie rughe voglion rubare
Fiori di gelo, dolore e fame
Li accecchi il fuoco della mia vista
Io non voglio morire artista
Io non voglio morire attore
Dentro allo schermo di un paradiso
Crocefisso a un finto sorriso
Di morti in ghingheri e ribelli servili
Re dello schermo, generale dei vili
Ti sto davanti e voi belle signore
Guardate la scena dove gli mangio il cuore
Perché non voglio morire attore
E io non voglio morire libero
Se i begli alberi del mio giardino
Annaffia il sangue del mio vicino
Meglio la peste che l’ipocrita danza
Di vostra santa beneficenza
Chiudete la cella lasciatemi stare
Di libertà vostra non voglio morire
Io non voglio far altro che vivere
Tra una corda e l’altra saltando
Dentro la cassa di una viola da gamba
Voglio ascoltare le voci di fuori
Ringhio di porco voce di dama
Tamburo indio amore che chiama
E voci spezzate di cento popoli
Che dalla mia terra non voglio scacciare
Io voglio vivere, non ho altro da fare
Io non voglio che mi ricordiate
Nel trionfo, ma nella mia sera
Nelle cose che dissi tremando
In ciò che suonai con paura
Povere genti che ai menestrelli credete
Dimenticarvi di me non potrete
E io di voi scordarmi non posso
Dentro un tramonto feroce e rosso
Dentro un cielo di sangue e vino
Ascoltate come sembra il primo
L’ultimo accordo che io imparai
Io non voglio, non voglio morire
E a morire non riuscirò mai.

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