27 dic 2010

LA STRATEGIA MEDIATICA DI REGIME!!!!

Forse per iniziare questo pezzo è necessario rispolverare un po di storia del nostro paese....Nel  1922 appena dopo la "Marcia su Roma",organizzata da Benito Mussolini (la monarchia,l'organizzazione statale ne tolleravano i crimini, appoggiandolo più o meno apertamente) come dimostrazione di forza, il re giunse ad offrire al capo del Fascismo l'incarico di formare il governo.In pochi anni il Duce, ormai al potere, si liberò di tutti gli oppositori, sciolse i partiti e le organizzazioni sindacali, impose la censura sulla stampa, abolì i diritti democratici: instaurò una vera e propria dittatura. Il Fascismo metteva a tacere gli oppositori con intimidazioni e violenze. Mussolini stesso aveva scritto: "per quanto si possa condannare la violenza, è chiaro che per far entrare le nostre idee nella testa delle persone, bisognerà suonare sui crani... A suon di manganello" ..Dopo una rapida ascesa, il Fascismo divenne partito caratterizzandosi come difensore dell'ordine e, nel suo espandersi, finì con l'identificarsi con lo Stato e tese a fascistizzare il paese, utilizzando la stampa, strumentalizzando la scuola, inquadrando fin dall'infanzia la gioventù in apposite organizzazioni fasciste.A tutte le età l'educazione dei giovani era soprattutto militarista. Si cominciava nei sillabari a dare la preferenza alle parole che fossero in qualche modo legate alla guerra. Le materie storiche, in particolare, erano indirizzate ai fini che il regime fascista si proponeva. Tutti gli insegnamenti, poi, venivano impartiti secondo criteri particolari intesi a identificare il Fascismo con l'idea di civiltà....A tutti gli smemorati.
Dopo questo  e dopo aver letto il pezzo di Liberazione di Dino Greco  che ho riportato sotto...voglio indicare le 10 strategie usate da ogni regime pure quello di Berlusconi per manipolare il popolo italiano:
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.
 5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).
8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...
9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!
10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Tremonti ci vuole chiudere

di Dino Greco
Fra il '25 e il '26 del secolo scorso, il fascismo, divenuto regime, varava le "leggi fascistissime", che nel forsennato attacco liberticida annientavano la libertà di stampa chiudendo i giornali non allineati al potere dittatoriale. Oggi, sotto il tallone di Berlusconi, non si usa il fuoco e - formalmente - neppure la censura: basta chiudere il rubinetto dei modesti finanziamenti pubblici che consentono ai giornali di partito, di idee e cooperativi, cui non arriva il becco di un quattrino dalla pubblicità, di sopravvivere. E lo si fa nel modo più ipocrita e vigliacco. Dopo aver approvato una finanziaria che, sostanzialmente, confermava la dimensione dei finanziamenti sino ad oggi accreditati all'editoria, con un colpo di mano, solo qualche giorno dopo, attraverso il decreto "milleproroghe", quelle risorse vengono sequestrate.
 Dicono: per dirottarle verso il cinque per mille, il cui fondo era stato improvvidamente taglieggiato dalla legge di bilancio. Come se le due voci di spesa fossero inesorabilmente legate; come se il mantenimento dell'una comportasse - automaticamente - il sacrificio dell'altra; come se avesse senso mettere in competizione la meritoria attività di tante Onlus e dei loro operatori sociali con il pluralismo dell'informazione. Perché questo si sta facendo, per dare una falsa patina di nobiltà alla proditoria intenzione di cancellare un pezzo rilevante della stampa libera e indipendente, quella non omologata e critica verso i palazzi del potere, quella che si è dimostrata più capace di connettersi alle lotte, ai movimenti, ai fermenti sociali, ai temi spesso oscurati o rimossi dalla grande stampa.Attore protagonista di questo violento - sì, violento! - attacco all'informazione non gradita, di questo ulteriore scacco alla democrazia è il ministro Giulio Tremonti, colui che soltanto un anno fa spiegò che mai avrebbe permesso che giornali che affondano le proprie radici nella storia e nella cultura politica del Paese potessero essere spenti ad opera del governo. Ma è stato proprio il superministro dell'economia, ospitato qualche settimana fa con singolare rilievo dal Fatto Quotidiano, a fare mostra di pelosa indignazione per il taglio del cinque per mille, a manifestare l'intenzione di porre riparo a quell'ingiustizia e ad indicare anche - con infallibile mira ed ostentata enfasi - dove si dovessero reperire le risorse necessarie, compatibilmente con il vincolo dell'invarianza di bilancio. Fine del gioco delle tre carte. Il fatto è che la libertà di stampa, in Italia, vale meno del costo di uno solo dei 131 cacciabombardieri Eurofightiers destinati ad ammodernare il nostro arsenale militare. Quando si dice le priorità. Per inciso, nello stesso decreto "milleproroghe" è previsto il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan: 750 milioni per il primo semestre dell'anno a venire.Ora è necessario reagire e farlo in fretta. Se non fosse ancora del tutto chiaro, è bene prendere coscienza che il colpo di scure che ci viene assestato equivale ad un requiem per gran parte delle testate che, una volta private di queste insostituibili risorse, sarebbero costrette a chiudere, essendo ben poche, fra di esse, quelle che possono attingere ad altri forzieri. Solo una sollevazione democratica, forte e corale, qui ed ora, può impedire che questo sopruso si compia. Domani sarebbe troppo tardi.

5 commenti:

lucianamelis ha detto...

ottimo pezzo,concordo in pieno

ANAM ha detto...

Grazie Luciana...

Roberta-MdM ha detto...

Volevo dirti che se tutti conoscessimo la storia, saremmo in grado di prevedere e di anticipare le mosse delle persone che agiscono in modo anomalo.

ANAM ha detto...

Buona sera Roberta,hai ragione sai ricordo una citazione di Primo Levi che diceva:Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare,le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.

Anonimo ha detto...

La tematica è molto più complessa tanto che è anche tema molto attuale di ricerca. http://vimeo.com/15452303.

Walter