06 giu 2010

Supplica a mia madre



E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Per poter comprendere meglio Supplica a mia madre di Pier Paolo Pasolini è fondamentale conoscere la biografia del poeta e tener conto della sua personalità geniale che lo portò a compiere una vita fuori dagli schemi. Sin dall'infanzia emerse in lui un attaccamento particolare alla madre, con la quale ebbe quasi un rapporto simbiosi nei confronti del padre, tenente di fanteria, invece sorsero numerosi contrasti. La nascita del fratello Guido fu un avvenimento fondamentale nella sua crescita e proprio Guido ebbe un'influenza importantissima nella vita di Pier Paolo: la sua morte durante la Seconda Guerra Mondiale gli causò un terribile shock dal quale rimase segnato per sempre e che lo avvicinò ulteriormente alla madre....

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