03 giu 2010

Se bastasse una bella canzone a fare di un disco un capolavoro, "Hotel California" degli Eagles lo sarebbe senz'altro, dato che contiene l'omonima stupenda ballata, che apre l'album e in un certo senso lo chiude, dominando tirannicamente sul resto. Fin dai primi accordi di chitarra dell'introduzione si capisce che è in arrivo un grande motivo, e quando poi parte la batteria e scandisce l'inconfondibile ritmo sincopato, le promesse sono ampiamente mantenute. "Su un'autostrada deserta, il vento fresco nei capelli...": già il primo verso introduce nel mondo degli Eagles, quello delle sterminate distese, assolate e spesso desertiche, degli stati della West Coast americana
Ascoltando il brano al contrario alcuni rintracciarono messaggi satanici , altri videro nello spaventoso albergo la metafora della schiavitù da stupefacenti, ma la versione ufficiale della Band è che la canzone parli della fine del sogno americano. Lo confermerebbe la frase : “We havent’t had that spirit here since 1969” dove spirit significa sia vino che spirito e il ’69 si riferisce al festival musicale di Woodstock, culmine e fine del movimento hippie.
L’hotel esiste davvero, si trova a Todos Santos, villaggio della Baja California diventato ritiro di artisti, e anche se non è certo che gli Eagles siano passati di lì, i turisti continuano a prenotarvi il loro soggiorno, inseguendo la leggenda

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