09 giu 2010

La celeberrima poesia sulla miseria di Bozzone(Monni)insieme al Cioni(benigni)recitata su quella scalcagnata bicicletta lungo via Baciocavallo(qui a Prato),nel film "Berlinguer ti voglio bene",pensate che adesso quella stretta viuzza è un vialone a quattro corsie,trafficatissima..Un film un pò esistenzialista e tragico,si ride,è vero,(la comicità toscana)ma è una risata che fa piangere,è una risata che lascia l’amaro in bocca.Mario Cioni è un agglomerato di problematiche che non ha la forza per emergere dalla gabbia in cui il mondo lo ha cresciuto,egli è l’unica figura “positiva” della pellicola perché,a differenza dei suoi “amici”,tenta una rivalsa che può avvenire ma che viene metodicamente stroncata dalla malvagità di chi gli sta attorno.A mio parere il sesso è un pretesto per dire altro,è vero che sono rare le scene dove non se ne parla ma la storia che si vuole raccontare è quella dell’individuo spacciato e tuttavia caparbio e ottimista.Cioni è un fallimento sociale,non individuale


Noi siamo quella razza che non sta troppo bene,
che 'l giorno salta ' fossi e la sera le cene.
Lo posso gridar forte, fino a diventar fioco:
noi siamo quella razza che tromba tanto poco.
Noi siamo quella razza che al cinema s'intasa...
per veder donne ignude e farsi seghe a casa.
Eppure la natura ci insegna, sia sui monti sia a valleche si può nascer bruchi per diventar farfalle.
Ecco noi siamo quella razza che l'è tra le più strane,
che bruchi siamo nati e bruchi si rimane.
Quella razza siamo noi, è inutile far finta,
ci ha trombato la miseria e siamo rimasti incinta

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